Una dottoressa afferma di aver trovato il sistema per debellare la tossicodipendenza
“Questo è possibile”, dice Eugenia Tamburino “ricorrendo a dodici iniezioni di un mio preparato” Diversi specialisti, però, sono scettici sui risultati
Dodici microiniezioni, praticate con un ago di quattro millimetri ai lati delle narici e ai lobi auricolari, a base di vitamina Bl, procaina e iodio, basterebbero a guarire in pochi minuti il tossicomane dalla dipendenza della droga, evitandogli la dolorosa crisi d’astinenza, dovuta alla brusca sospensione di sostanze stupefacenti. Questa, in poche parole, la terapia messa a punto, dopo cinque anni di sperimentazione su centinaia di casi, da una trentunenne dottoressa romana, laureata in medicina a soli ventiquattro anni con 110 e lode, specializzata in mesoterapia a Parigi, in agopuntura in Cina e in tossicologia negli Stati Uniti.
Nonostante l’eccellente curriculum di studi e le sue rivoluzionarie intuizioni mediche, Eugenia Tamburrino, già nota in Italia come la “dottoressa antifumo”, è stata tre anni fa al centro di vivaci polemiche a proposito del metodo, appreso dal parigino professor Bicheron, per guarire il fumatore dal vizio della sigaretta. In una, al massimo due sedute, nel suo elegante studio di Roma, la dottoressa Tamburrino praticava le “miracolose” dodici microiniezioni antifumo.
Alla sua terapia si sottoposero fumatori incalliti, personaggi in vista, politici, industriali. Furono tutti guariti? In seguito ad una intervista televisiva per il programma Io e.. il fumo, sul tavolo del sostituto procuratore della repubblica di Roma, Giorgio Santacroce, iniziarono a piovere denunce di cittadini, che accusavano la Tamburrino di non averli affatto liberati dal vizio del fumo. La dottoressa fu indiziata per truffa aggravata e continuata, ma dopo cinque mesi l’inchiesta fu archiviata per insussistenza del reato.
Perseguitata, calunniata persino con lettere anonime all’Ordine dei medici di Roma, la dottoressa Tamburrino non si è arresa. E dopo due anni, eccola di nuovo all’attacco per parlare della terapia, che lei definisce rivoluzionaria, che può guarire migliaia di tossicomani, ma anche alcolizzati, destinati nella maggior parte dei casi alla morte. Occhi neri, furbi e vivaci, giovane e avvenente, la incontriamo nel suo studio romano, dove ogni giorno afferma di compiere dieci “miracoli”. “Dottoressa Tamburrino, può spiegarci in cosa consiste la sua terapia?”.
“Nel cervello sono presenti sostanze endogene, simili alla modina, cioè le endorfine e le encefaline. In condizioni normali i ricettori per gli oppiacei sono disposti ad una liberazione basale di encefaline, che si blocca quando si usano droghe come la morfina, l’eroina e il metadone. Nel momento in cui il tossicodipendente, costretto ad aumentare di giorno in giorno la sua dose, sospende l’assunzione d“ sostanze stupefacenti si trova privo di oppicidi sia al l’interno sia all’esterno.
Ciò determina la crisi d’astinenza, che si manifesta con vomito, diarrea, sudorazione, dolori muscolari. Può durare ben quattro giorni e, in particolare nell’alcolizzato, può provocare la morte. E’ a questo punto che interviene la mia terapia, capace di stimolare la formazione interna di endorfine, precedentemente bloccata. Quindi, si evita la crisi d’astinenza e si guarisce dalla dipendenza fisica dalla droga “. “Quale effetto hanno la vitamina Bl, la procaina e lo iodio? “.
“Si tratta di farmaci dall’azione dubbia, lo confesso. Nemmeno la farmacologia è in grado di spiegare scientificamente l’azione di queste sostanze combinate insieme. Comunque, si sa che la vitamina Bl agisce sul sistema nervoso, la procaina è un anestetico e lo iodio serve ad aumentare il metabolismo e ad eliminare le tossine”. Dottoressa Tamburrino, che senso hanno le dodici microiniezioni praticate ai lati delle narici e ai lobi auricolari?”.
“Il principio è quello dell’agopuntura, poiché in queste zone risiedono i centri della volontà e della dissuefazione. Ma l’agopuntura da sola, per quanto abbia un effetto sulle endorfine, non basta. L’azione, infatti, dura solo centottanta minuti, mentre, iniettando vitamina Bl, procaina e iodio, l’azione si prolunga fino ad evitare totalmente la crisi d’astinenza “. In base a quali risultati lei considera la sua una terapia rivoluzionaria nel campo delle tossicodipendenze? .
“Praticavo la stessa terapia per combattere il vizio del fumo, quando un mio paziente mi ha rivelato che aveva anche smesso di bere. Posso capire lo scetticismo altrui, visto che io per prima sono rimasta alquanto sorpresa. Ho iniziato ad effettuare la cura su soggetti abituati all’alcool e agli stupefacenti. I risultati sono stati eccezionali: nessun sintomo di crisi e completa dissuefazione. Ho trattato centinaia di casi ed ho presentato le cartelle cliniche al ministero della Sanità, che mi ha convocato presso la comunità terapeutica di villa Maraini, annessa all’ospedale S. Camillo di Roma, per praticare la mia terapia su otto tossicodipendenti, davanti al direttore del centro, professor Massimo Barra e al professor Riccardo Zerbetto, docente di psicopatologia all’università di Siena e collaboratore del ministro Aniasi.
Eppure, nonostante la dimostrazione pratica, c’è ancora chi mi considera una ciarlatana o una strega”. Perché tanti nemici? “Perché sono giovane, sono donna, non faccio parte di carrozzoni politici o baronali. Vado contro le strutture pubbliche, le case farmaceutiche, che distribuiscono metadone per la disintossicazione. Il metadone è un oppiaceo, che disabitua all’eroina o alla morfina, ma non guarisce dalla tossicodipendenza e non elimina il rischio della crisi d’astinenza. Per fortuna, ho dalla mia parte i giovani che ho in cura, i tossicodipendenti e gli alcolisti che hanno una disperata voglia di guarire”. “Quanto costa la sua microiniezione?”.
“Come una dose di eroina, circa centocinquantamila lire. Il tossicodipendente, dopo la cura, rimane in osservazione per ventiquattro ore nel mio studio. Poi, basta: è guarito. Ovviamente, io consiglio di andare da uno psicoterapeuta, perché spesso le cause che spingono alla droga sono di origine psichica, una materia che non mi riguarda. Io curo solo la dipendenza fisica “. “Lei fuma? .” ” Pochissimo “.
“Perché non ha sperimentato su se stessa la sua terapia antifumo? “. “Due sigarette al giorno non provocano alcun danno. Quando si è particolarmente stressati, come capita a me, possono aiutare a scaricare i nervi “, conclude la dottoressa Tamburrino. Vediamo, ora, qual è la posizione della scienza ufficiale e come giudicano la nuova terapia i medici che ogni giorno si occupano e sono a contatto dei tossicodipendenti.
Dalla nostra indagine tra alcuni esperti nel campo della tossicologia è emersa una posizione favorevole, ma molto cauta per la necessità di sperimentare pi a fondo questo metodo e di verificarlo nei modi scientificamente dovuti. Questa è la posizione del professor Massimo Barra, direttore della comunità terapeutica di villa Maraini. “Con la doverosa cautela di chi ha fatto una sola esperienza e non ha visto un’ampia casistica”, afferma il professor Barra “posso dire che l’esperienza si è dimostrata valida.
L’obiettivo della nuova terapia, cioè il superamento della crisi d’astinenza, è stato raggiunto. La sindrome astinenziale viene, infatti, superata in modo non drammatico, indolore e in un arco di tempo limitato rispetto agli altri metodi, che comportano maggiore sofferenza. La crisi viene bloccata all’inizio ed il suo lato peggiore, rappresentato dalle sensazioni interne di freddo e dalla reazione di tutto l’organismo, è eliminato in modo positivo.
Ciò che resta è solo un’astinenza superficiale ed esterna. Non si tratta, dunque, di suggestione ma di un fatto oggettivo”.
Decisamente contrario al metodo Tamburrino si è dichiarato, invece, il professor Alessandro Pesce, del centro di tossicologia dell’ospedale S. Giovanni di Roma, secondo il quale il metodo Tamburrino ha poco di scientifico. “Come diceva il celebre chirurgo, professor Frugoni, si tratta di una medicina non ortodossa che funziona se il malato sta bene “, sostiene il professor Pesce ed aggiunge: “Dire che una microiniezione di vitamina Bl, procaina e iodio può stimolare la formazione di endorfine, bloccate dall’assunzione esterna di oppiacei, è pura teoria.
Che senso ha la vitamina Bl? Quanto alla procaina, questa è un anestetico locale, che viene immediatamente distrutto nei tessuti una volta iniettato. Lo iodio, poi, potrebbe essere sostituito con qualsiasi altra cosa”. Riguardo alle sostanze impiegate dalla Tamburrino, vi è un po’ di scetticismo da parte di tutti gli intervistati. “L’uso di queste sostanze “, afferma infatti il dottor Mario Cagossi, assistente ordinario all’istituto di psicologia dell’Università Cattolica di Roma ” risulta del tutto inspiegabile e non giustifica i risultati. Che tali sostanze, poi, possano stimolare la formazione di endorfine è da dimostrare “.
Il superamento della crisi d’astinenza, dunque, non dipenderebbe tanto dal medicinale iniettato quanto dalla stimolazione causata dall’agopuntura. “Tutti sanno che l’agopuntura praticata in certi punti permette di superare la sindrome astinenziale”, riprende il professor Barra. La medicina iniettata, quindi, è solo un pretesto “. Concludendo: il metodo della dottoressa Tamburrino è in qualche modo valido? Il superamento della crisi equivale alla guarigione del soggetto tossicodipendente? “Assolutamente no “, dice il professor Barra.
Il superamento della crisi è solo una tappa verso la guarigione e nemmeno la più importante. Secondo me, in certi casi è perfettamente inutile disintossicare una persona che psichicamente non vuole esserlo. Questa operazione ottiene risultati positivi a lunga durata solo con chi ha deciso di smettere. Il soggetto, che non ha risolto i suoi problemi a livello psicologico, una volta disintossicato si sentirà peggio, poiché gli verrà a mancare quell’ancora di salvezza rappresentata dalla droga. “Il problema “, interviene il dottor Michele Virno, del centro antidroga del comune di Roma “non è il superamento della crisi astinenziale, causa della dipendenza fisica, ma l’eliminazione della dipendenza psichica. Per aggredire tale dipendenza non servono né il metodo della Tamburrino, che è solo un trattamento sintomatico e non definitivo, né gli altri metodi usati oggi “.