Dalla nostra inchiesta sull’eroina, un dibattito di “Controvoce” alla radio
Il tossicomane deve conquistare la sua autonomia, dice lo psicanalista – Ma in comunità va tutto meglio, replicano gli ospiti, il medico, il prete – L’importante è non mentire
EROINA, comunità terapeutiche, disintossicazione, reinserimento: se ne è parlato ieri mattina, alla radio, nel corso di un “Controvoce”, la rubrica del GR1 condotta da Antonio Leone e Gabriella Pini. Se ne è parlato partendo dall’inchiesta di. “Paese Sera” e dalle lettere arrivate al giornale in risposta a quella disperata e coraggiosa di Paola.
Hanno partecipato Luigi Esposito psicoanalista, Massimo Barra, medico, Daniela e Bruno della comunità romana di Villa Maraini, il nostro Pino Bianco. Da Torino era collegato don Luigi Ciotti, del Gruppo Abele. Partendo dall’esperienza di Barra di don Ciotti, di Daniela e Bruno, si è parlato delle difficoltà di far nascere e vivere le comunità: da una parte c’è la diffidenza della gente dall’altra l’assenza (o il boicottaggio) degli enti pubblici.
Il Dottor Barra e don Ciotti, i due giovani, hanno raccontato i loro problemi: a Torino come a Roma, ostacoli di ogni genere. Ma, ha detto don Ciotti, si va avanti.. Con pazienza e correttezza si può convincere la gente ad accogliere gli “ex” di ogni tipo (il gruppo Abele si occupa anche di alcoolismo, prostituzione,delinquenza minorile). Anche per Villa Maraini c’è la speranza che la situazione si sblocchi, anche se, come ha detto il dottor Barra “Siamo tutti emarginati, perché fare qualcosa per le tossicomanie non è ancora accettato dalla maggioranza dell’opinione pubblica e dalla classe dirigente”. Don Ciotti va oltre con l’ottimismo.