Villa Maraini, che ospita la comunità terapeutica per tossicodipendenti, non chiuderà venerdì 31. La notizia, che ha tenuto nelle ultime settimane in continua tensione ospiti e operatori, proviene dallo stesso presidente della Croce rossa italiana, Angelo Savini Nicci. Si tratta, al momento, solo di una breve proroga sulla data prevista: il conto alla rovescia non è dunque finito, molte nubi minacciano ancora il futuro dl questa coraggiosa iniziativa sperimentale.
Ci sono, nel futuro della comunità, dl Villa Maraini, che ospita giovani decisi a vincere il mortale ricatto della droga, molti ostacoli burocratici. I quali derivano anche dai passaggi di competenze, in questo specifico campo, dall’amministrazione centrale alla Regione. Ma, ecco, infatti. L’attività di Villa Maraini, in quanto iniziativa sperimentale, era a termine e avrebbe dovuto concludersi nello scorso dicembre.
“Io detti una proroga fino al 31 marzo – dice Savini Nicci – per tre motivi: ottenere nel frattempo le necessarie autorizzazioni a proseguire dalle autorità regionali, secondo trovare adeguati mezzi finanziari, terzo risolvere alcuni problemi operativi (personale, stabile). Le trattative, in questo senso, sono subito iniziate e i risultati si possono considerare positivi.
Non si potrà tuttavia giungere a una conclusione entro la fine del mese, malgrado la migliore volontà della Regione e nostra in conseguenza – conclude il presidente Savini Nicci – darò una proroga alla chiusura fino alla prossima riunione del consiglio direttivo della Croce rossa italiana. Mentre i ragazzi della comunità indicono conferenze stampa, completamente autogestite a difesa della vita dì Villa Maraini, continuano le prese di posizione polemiche.
“Due giorni fa – spiega il dottor Barra – mi sono dimesso dalla direzione di Villa Maraini, giudicando irresponsabile l’atteggiamento tenuto dalla Croce rosse in questa circostanza”. Non si può minacciare la chiusura, promettere la riapertura senza creare nei giovani e nel personale un’ansia in ogni senso grave e controproducente.
“Non per nulla uno dei nostri pazienti, dopo aver appreso la notizia della chiusura dl Villa Maraini, è tornato a bucarsi, finendo in gravi condizioni nel reparto rianimazione dell’Ospedale San Camillo”. Per agire nella direzione giusta, si insiste a Villa Maraini, c’è bisogno di garanzie sicure, che permettano di andare avanti con tranquillità e nella certezza di avere davanti dei tempi lunghi.
Vivere alla giornata può essere, per tutti molto dannoso. L’intento – dice infatti Barra – è quello di ottenere il benessere dei pazienti, di far si che stia meglio nella propria pelle, e non solo quello di evitare che si buchi.