Dobbiamo essere grati alla Croce Rossa Spagnola per la felice intuizione con la quale ha raccolto l’invito del gruppo di esperti della Lega di organizzare un secondo congresso mondiale sulla Croce Rossa e la droga.
L’ampiezza delle adesioni alla manifestazione, ben più numerose di quelle già significative del primo congresso mondiale di Sundvolden in Norvegia, dimostra la preoccupazione crescente con la quale ovunque si assiste al dilagare del consumo e dell’abuso di droghe, siano esse legali o illegali, legate alle tradizioni ambientali o esotiche e di importazione, di basso costo o di elevato prezzo, comunque capaci di modificare l’organismo ed il comportamento del consumatore che ad esse diventa dipendente.
Se è vero che il fenomeno da che mondo è mondo è sempre esistito, essendo legato al desiderio dell’uomo di alleggerire le sue sofferenze, alla ricerca della pillola della felicitˆ capace di sconfiggere la tristezza, le malattie, la fame e finanche la morte, è anche vero che negli ultimi anni esso sembra avere subito un’accelerazione impressionante, dilagando anche in regioni, in culture, in ambienti e in gruppi sociali che prima ne erano immuni, con la conseguente comparsa di problemi politici, economici ed umani di ampiezza sinora non adeguatamente valutata.
L’entità planetaria del narcotraffico, la capacità delle organizzazioni criminali di condizionare i regimi politici di molti Paesi, le conseguenze sullo sviluppo dei singoli stati legate tanto alla corruzione quanto alla incapacità lavorativa di milioni di soggetti dipendenti ed alle malattie che alle dipendenze spesso conseguono, la mole impressionante di sofferenza, di disperazione e di morte che a tali fenomeni si accompagnano, sono tutte condizioni di fronte alle quali il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa non può rimanere estraneo o insensibile.
Il rispetto dei principi fondamentali ed in particolare del primo e più importante, quello di umanità, ci impongono di intervenire per alleggerire ovunque nel mondo le sofferenze umane, comunque esse si siano prodotte, non solo in tempi di guerra o a seguito di una catastrofe naturale. Il Congresso di Malaga deve permetterci di fare il punto sul coinvolgimento e sull’impegno della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa a livello planetario nei diversi aspetti preventivi, terapeutici e riabilitativi del fenomeno droga.
Se vogliamo essere realistici ed obiettivi e non cadere in quella tendenza alla autogratificazione che il “grande studio” di Tansley rimproverava anni fa alla Croce Rossa, dobbiamo riconoscere che la sensibilità interna al Movimento e la portata del nostro impegno in tale settore scontano alcuni ritardi rispetto al dilagare frenetico del fenomeno.
Certo la Croce Rossa può vantare al suo attivo di essere stata fra le prime istituzioni al mondo a segnalare i pericoli derivanti dal consumo di droghe con la risoluzione di Bangkok del 1922; può vantare numerose realizzazioni assistenziali in varie parti del mondo; pu˜ vantare anche il grande potenziale preventivo del suo movimento giovanile forte di milioni di soci.
Ma nel complesso dobbiamo avere chiaro il sentimento che le nostre realizzazioni sono nel complesso poca cosa e che possiamo e dobbiamo fare molto di più. Se torneremo a casa con questa convinzione e con qualche idea pratica, frutto dello scambio di conoscenze, esperienze ed opinioni di questi giorni, il Congresso di Malaga avrà ottenuto il suo scopo ed il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa avrà reso un ulteriore servizio all’umanità.