Villa Maraini, centro aperto modello Usa dove si ricomincia ad imparare a vivere
“LO SCIROPPO al metadone l’abbiamo inventato noi. Proprio così: prima avevamo le fiale ma i tossicomani se le iniettavono in vena. E noi abbiamo sempre pensato che mantenere la dipendenza dall’ago sia un errore. Così abbiamo mischiato il metadone all’aranciata ma il risultato era che si iniettavono pure quella. Alla fine abbiamo cominciato a somministrare uno sciroppo talmente denso che restava appiccicato all’ago.
Ecco la ricetta: acqua della fontanella di via Merulana, zucchero a chili e metadone. Le industrie sono venute dopo e ci hanno copiato”. Massimo Barra è un giovane medico che, a Roma è stato tra i primi ad occuparsi delle tossicodipendenze. E’ uno dei pochissimi operatori che abbia lavorato al vecchio ufficio di igiene di via Merulana, l’unico centro dove si distribuiva il metadone già nel ’76: tempi da pionieri, quando i medici erano obbligati a segnalare alla polizia tutti i “drogati” che si presentavano in ambulatorio.
Massimo Barra, oggi, dirige il centro “Villa Maraini”, uno degli esperimenti più originali e collaudati di struttura “privata” contro l’eroina. Nei locali ceduti dalla Croce Rossa (che fornisce anche il telefono e la luce mentre gli stipendi degli operatori, il vitto e i farmaci li passa la Usl) funzionano una cooperativa, un centro diurno comunitario aperto dalle 9 alle 21 e una serie di attività collaterali che vanno dalle visite in ospedale ai ricoverati già conosciuti come tossicomani, agli interventi nelle carceri.
Il modello è mutuato dalle “free clinics” di Los Angeles e Barra, che ne è stato l’importatore, dimostra di aver fatto tesoro delle esperienze negative accumulate durante i primi anni di attività. La regola di base è l’assoluta libertà di chi si presenta a Villa Maraini. Il concetto è che anche la richiesta di un certificato può essere una violenza: io chiedo affetto, assistenza e comprensione e tu mi rispondi con la carta bollata.
Quindi al centro non esistono schede personali, non esistono nemmeno obblighi di frequenza e i tossicomani arrivano da qualunque parte di Roma o perfino da altre regioni. Chi vuole, può perfino conservare l’anonimato: nessuno gli chiederà mai i documenti. Il direttore, i tre medici, i tre psicologi e l’operatrice sociale laureata che formano la pianta stabile del centro e il gruppo di volontari che li aiuta lavorano a diversi livelli.
Chi arriva “sballato” o in crisi di astinenza riceve assistenza medica, chi ha bisogno di un intervento psicologico trova il terapeuta e chi non sa come passare le ore strappate allo “sbattersi” quotidiano può rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. La scelta, in quest’ultimo caso, va dal portierato all’ingresso (retribuito dalla Croce Rossa) a piccoli e grandi lavori d’artigianato (cuoio, ceramica, bigiotteria, sartoria ecc.), da un’officina di fabbro a una piccola ma efficiente tipografia offset che stampa soprattutto opuscoli della Croce Rossa.
Poi ci sono le attività sportive di gruppo, le feste, la vita in comune. Unici divieti, tassativi e inappellabili: quelli di portare droga e “farsi” nel centro, di rubare e di fare violenza a qualcuno. Una volta alla settimana, meeting di operatori e di ospiti per discutere l’attività, i programmi e le eventuali mancanze dei giovani che frequentano il centro.
Una specie di commissione di autodisciplina. Quanto ai farmaci impiegati dai medici, l’unico che non si può prescrivere a Villa Maraini è il metadone. Ma non è una scelta operativa, bensì una questione burocratica: la Usl autorizza solo il Servizio di assistenza ai tossicodipendenti di zona a ricettare il medicinale.
La filosofia che guida Massimo Barra e i suoi collaboratori è abbastanza complessa e parte da una profonda conoscenza del fenomeno “droga” e delle sue implicazioni.
Ecco le cifre del lavoro di un anno
Queste le cifre che riassumono l’attività della comunità terapeutica “Villa Maraini” dal 1/1/62 al 31/12/82
– Residenti 130
– Ambulatoriali 383 - Giornate di attività 321
– Visite mediche 3.950
– Sedute di agopuntura 51
– Fleboclisi 602
– Intramuscolari 6.905
– Psicoterapia (gruppi di analisi transazionale) 36
– Terapia famigliare (incontri) 40
– Consultorio: 10 telefonate e 7 incontri di media al giorno
– Visite e consulenze legali per le carceri 75
– Visite in ospedale ai ricoverati già conosciuti: 100
– Collegamenti con ospedali e Sat: 300.