Da: “L’Eco di Bergamo” sabato 7 maggio 2011
Garavaglia e Barra
Due presidenti nazionali eletti direttamente dalla base della Croce Rossa, ma entrambi sospesi, per il conseguente commissariamento della Croce Rossa Italiana. Maria Pia Garavaglia e Massimo Barra: a loro abbiamo chiesto come vedono l’attuale situazione della Cri. «La Croce Rossa Italiana oggi vive in una situazione di illegalità a livello internazionale. Un commissariamento, per altro inspiegabile – spiega Maria Pia Garavaglia – e che doveva avere una durata massima prevista di un anno continua, in modo altrettanto inspiegabile, da oltre tre anni a perdurare.
I commissari di fatto sono indicati dalla politica mentre dovrebbero essere imparziali. A questo punto è necessario che si trovi un accordo bipartisan che porti la Cri a volare con le proprie ali. Bergamo ha avuto il coraggio e la forza di reagire. Infatti il disagio non è solo orobico ma è diffuso». «La Croce Rossa – continua Garavaglia – è una sorta di malattia buona e chi vi opera all’interno spesso continua a lavorare nel disagio. E questo coraggio ben mi è presente, poiché sia da commissario della Cri che da presidente liberamente eletta, la Cri di Bergamo non ha mai mancato di esprimere quello che pensava».
Massimo Barra, ultimo presidente democraticamente eletto in Cri, riveste attualmente l’incarico di presidente della Commissione permanente internazionale della Croce Rossa: «Per il ruolo che oggi rivesto in ambito internazionale non posso esprimere dei giudizi sulla situazione del commissariamento della Cri, che comunque mi rattrista profondamente. Posso tuttavia esprimere un mio augurio: che l’attuale commissario, che è stato chiamato anche per la stesura della riforma della Croce Rossa Italiana, riesca nel suo intento, con la speranza però che gliela facciano fare.