Da: “ANSA” Roma venerdì 6 maggio 2011
VALE 6 MLD DOLLARI; BARRA, NOSTRO VOLONTARIATO E’ D’AZIONE
Hanno sul petto la croce rossa su sfondo bianco che in tutto il mondo è simbolo di accoglienza e solidarietà. Lavorano per sostenere le vittime di calamità naturali, di conflitti e di emergenze: sono i volontari della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa che domenica 8 maggio celebrano la loro Giornata Mondiale. Si tratta – secondo gli ultimi dati della Federazione della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa – di circa 13,1 milioni di persone nel mondo (più di quanti vivono in paesi come la Grecia e la Cambogia) che prestano gratuitamente la loro opera umanitaria, il cui valore produttivo è stimato in circa 6 miliardi di dollari l’anno.
“I volontari – commenta Massimo Barra, presidente della Commissione Permanente della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale – sono la task force del Movimento, sono sempre disponibili, pronti a prendersi cura delle persone in difficoltà, dei più vulnerabili, sia in caso di guerra che di calamità naturali. I volontari e il loro lavoro sono il nostro fiore all’occhiello”. La Giornata Mondiale della Croce Rossa dell’8 maggio, data di nascita del suo fondatore Jean Henry Dunant (1828), sarà celebrata in tutto il mondo. La festa dei volontari della Croce Rossa è ogni anno un evento importante, punta a valorizzare una componente vitale dell’azione dell’organismo, sottolinea Barra che fa parte della categoria dei volontari nella Croce Rossa da ben 56 anni.
“Rispetto al volontariato di altre organizzazioni, pur rispettabilissimo – osserva – quello della Croce Rossa ha un differenza: non è di denuncia ma di azione. Negli ultimi anni, il Movimento si è posto la questione della denuncia, soprattutto in epoche in cui l’importante è apparire piuttosto che il fare, l’opinione pubblica ha il suo peso come anche l’accesso all’informazione”. “La denuncia per noi – rileva – ha un obiettivo non politico ma di rappresentazione dei bisogni di coloro che assistiamo e che di solito non hanno visibilità. E’ quindi finalizzato a ridurre la loro marginalizzazione. In questa ottica la denuncia va bene. Ricordo che la Croce Rossa non è un movimento d’opinione anche se la sua posizione è importante perché si colloca fra i governi, di cui è ausiliaria, e le altre ong”. Il volontariato della Croce Rossa non è solo azione ma anche “qualificato. Niente nell’intervento dei nostri volontari è lasciato al caso, tutto è programmato. Diciamo spesso, ‘la catastrofe non e’ un problema del giorno dopo ma del giorno primà”.
Perché oggi un ragazzo dovrebbe diventare un volontario della Croce Rossa? “Perché è una possibilità concreta per cambiare il mondo, per essere protagonista dei cambiamenti della società. In ciò che facciamo non c’é mai routine, quando si partecipa ad un intervento, non si sa mai come si concluderà la giornata” ma di certo con un atto positivo. In Europa, ci sono società di Croce Rossa molto importanti; fra queste quelle dellàItalia, della Francia e della Croazia dove – spiega Barra – “il volontariato conta ed è visibile”