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Interventi · Gennaio 2006

Droga: sai cosa prendi ?

Da: la Piazza dei Quartieri di Roma XVI — Gennaio 2006 · IT

Da: “la Piazza dei Quartieri di Roma XVI” dicembre 2005 – gennaio 2006

Da trent’anni Villa Maraini accoglie i tossicodipendenti della capitale

E’ costante l’uso di eroina da parte di persone adulte e ultimamente anche dei giovani tra i 18 e i 20 anni. In aumento l’assunzione di cocaina anche per via endovenosa, che dai “salotti buoni” è scesa ormai in strada. Continua il consumo di ecstasy, ketamina e pasticche nei luoghi di aggregazione giovanile, definite impropriamente “nuove droghe”, e risulta sempre diffuso l’uso dei cannabinoidi. E’ questa la situazione che caratterizza l’uso delle sostanze stupefacenti a Roma fotografata da Massimo Barra, medico esperto in tossicodipendenze e direttore e fondatore di Villa Maraini la nota struttura romana, in via Ramazzini, che accoglie e cura da trent’anni i tossicodipendenti. Dal 1976 ad oggi a Villa Maraini sono passati tutti i drogati di Roma, e tutt’ora gli operatori del Centro incontrano ogni giorno settecento tossicomani.

Delle tantissime persone che negli anni sono ricorse all’aiuto di Villa Maraini per disintossicarsi dalla droga, molte si sono salvate. Non sono morte di overdose, hanno migliorato la qualità della loro vita, sono riuscite ad inserirsi nella società e oggi conducono una vita senza droga. “Noi crediamo nella strategia di riduzione del danno – spiega Massimo Barra -perché riteniamo che aumentare il danno in una persona già danneggiata dalla droga non sia una buona tattica”. Infatti, secondo la logica di Villa Maraini è la terapia che deve adeguarsi al soggetto e non viceversa. “Il grosso errore – continua Barra – è quello di indurre il tossicomane ad adattarsi ad un unico metodo terapeutico non necessariamente adeguato alla sua dipendenza.

Poiché ogni drogato è diverso dall’altro e ognuno è diverso da se stesso, e la ‘love story’ con la droga cambia in funzione del tempo, noi crediamo sia necessario offrire al tossicodipendente un ampio ventaglio di opportunità per curarsi, dopo aver diagnosticato esattamente la sua patologia”. Obbligare un drogato a sottoporsi ad una terapia ad “imbuto”, secondo quanto sostiene il direttore di Villa Maraini, fa sì che chi passa dal buco dell’imbuto avrà la possibilità di salvarsi, ma chi non passa si “attacca”, e tutti penseranno che sia colpa sua, e nessuno crederà che è stata la struttura a proporgli un metodo per lui, in quel momento, sbagliato.

Non esiste, quindi, come avverte Barra, una risposta universale alla droga valida per tutti i tossicomani; ma un insieme di strutture e servizi articolati e differenziati per la cura e la riabilitazione dalle tossicodipendenze. Villa Maraini, infatti, cerca di avere a disposizione tutte le possibili soluzioni al problema droga: dai centri diurni e notturni al centro di prima accoglienza e a quello per l’orientamento. Dalla psicoterapia all’ambulatorio, dall’unità terapeutica al metadone, cercando sempre di indirizzare la persona giusta al posto giusto al momento giusto, tenendo presente che ‘se la persona che vuole smettere di drogarsi è malata, quella che non vuole smettere è malata due volte’, ed è quindi interesse dello Stato non curare e coltivare solamente i soggetti motivati a smettere, ma anche quelli che non sono motivati a farlo, perché se chi è motivato è pericoloso per se e per gli altri quello che non lo è doppiamente pericoloso e quindi è interesse di tutti entrare in contatto con lui.

Ed è per questo che il dottor Massimo Barra e la Fondazione Villa Maraini si dedicano, soprattutto, a proteggere il drogato dalla stigmatizzazione e dalla discriminazione di cui spesso rimane vittima, che costringe la persona ad emarginarsi in quanto “tossico” e ad isolarsi e nascondersi, perché, come afferma Barra “lo stigma uccide più della droga” e ancora oggi il direttore e fondatore di Villa Maraini non sa, dopo trent’anni di carriera nel campo della cura e della riabilitazione dalle tossicodipendenze, se è la sostanza che crea il drogato o se è l’individuo che, con le sue patologie nascoste e i suoi squilibri psicofisici porta se stesso a diventare drogato.

Oggi il fenomeno del consumo di droghe eccitanti, depressive o alteranti la realtà e le percezioni, che arrivano al consumatore tramite il mercato nero, colpisce tutti, dai vecchi ai giovani, dai ricchi ai poveri, i quali non percepiscono neanche, se non quando è troppo tardi, il rischio di incorrere nella tossicodipendenza.

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