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Interventi · Gennaio 2006

La nuova missione di un ex volontario

Da: la Piazza dei Quartieri di Roma XVI — Gennaio 2006 · IT

Da: “la Piazza dei Quartieri di Roma XVI” dicembre 2005 – gennaio 2006

Massimo Barra, il fondatore di Villa Maraini, è il nuovo presidente nazionale della Croce Rossa Italiana “La nostra struttura è il ponte che unisce i governi alla società civile”

All’età di otto anni Massimo Barra andava per le strade di Roma con una cassetta insieme alle crocerossine a chiedere aiuto per la Croce Rossa Italiana. Era già chiara, all’epoca la sua vocazione ad aiutare gli altri e la passione per le cause umanitarie. Ha cominciato, infatti, la sua carriera all’interno della Croce Rossa come giovane volontario per raggiungere infine il vertice di un movimento considerato il più grande a livello mondiale nel campo umanitario. Oggi Massimo Barra è il nuovo presidente nazionale della Croce Rossa Italiana. Ad eleggerlo domenica 11 dicembre 2005 sono stati i membri dell’assemblea nazionale giunti a Roma da tutta Italia.

Barra è stato eletto con 623 voti su 637 votanti. Il nuovo presidente che vanta così cinquant’anni di vita da volontario all’interno della Croce Rossa succede al commissario straordinario Maurizio Scelli, che ha guidato l’associazione durante gli ultimi tre anni. Inoltre, il 13 novembre 2005 l’assemblea generale della Federazione internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha eletto Massimo Barra alla carica di presidente della Commissione mondiale sullo Sviluppo della Federazione Internazionale della Cri, che ha il compito di migliorare l’efficacia e l’efficienza delle società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nel mondo.

“La Croce Rossa Italiana è la terza forza nel mondo. Non è un governo, non è una Ong ma è il ponte che unisce i governi alla società civile”, ha dichiarato il neoeletto. La Croce Rossa Italiana ha, infatti, una struttura unica, è un organizzazione di volontariato a cui i governi hanno conferito dei riconoscimenti e dei poteri straordinari. Come quello di agire da intermediario neutro in caso di conflitto; quello di far rispettare ai governi i principi umanitari fondamentali e quello di ricoprire il ruolo di ausiliario dei governi in tutte quelle situazioni “d’ombra” in cui i governi hanno difficoltà ad avventurarsi, come, ad esempio, nei confronti dei drogati, del fenomeni della prostituzione, dell’accoglienza degli extracomunitari e dei clandestini.

“Ogni qualvolta il governo non può giocare un ruolo definito in una data situazione – spiega il nuovo presidente – interviene la Croce Rossa che, con il suo ruolo di coadiutore e con il suo emblema riconosciuto e rispettato nel mondo, garantisce la protezione e la tutela dei diritti delle persone più marginali e dei vulnerabili”. La Croce Rossa, infatti, non solo agisce operativamente ma parla anche a nome delle persone che non hanno voce. Ogni volta che i diritti umani vengono violati la Croce Rossa ha, infatti, il dovere di denunciarli, e questo è un ruolo unico. Legata al problema della droga è stata la sua ultima missione per la Croce Rossa Italiana a Kabul a dicembre 2005.

“Sono andato in Afghanistan a discutere del problema della droga. In ge¬nere l’Afghanistan è conosciuto come paese produttore di oppio da cui si ricava eroina; ma, in realtà è anche un paese che sta diventando consumatore. Poiché sta aumentando il consumo di eroina anche per via endovenosa tra la popolazione, ciò lascia presumere una probabile esplosione di casi di Aids in Afghanistan, e quindi siamo andati lì a discutere di questo insieme al Senlis Council, un’organismo che si occupa di politiche sulla droga e con il quale abbiamo un accordo strategico di partnership nel campo della lotta alla droga.

Insieme abbiamo proposto alla società afgana di adottare politiche di riduzione del danno in vista di una pandemia di Hiv nel paese e abbia¬mo discusso dell’ipotesi di legalizzare, sotto il controllo delle Nazioni Unite, una parte delle coltivazioni di papavero per produrre “morfina umanitaria”, cioè morfina afgana da diffondere nel mondo per la terapia del dolore. Una proposta originale che ha avuto grande accoglienza”.

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