Per i casi strani della vita, la gran parte delle mie prime missioni di Croce Rossa all’estero tra il 1965 e il 1977 si svolsero in paesi dell’Europa Orientale e comunista. In particolare ebbi modo di visitare per tre volte l’Unione Sovietica, tanto che non mancò qualcuno che provò a dedurre, da ciò, quali fossero le mie tendenze politiche. I tre viaggi in U.R.S.S. furono particolarmente impegnativi e pregnanti sia per la vastità delle zone visitate, da Leningrado alla Georgia, da Mosca al Mar Nero, che per la profondità dei contatti di Croce Rossa e personali che mi furono resi possibili. Alla prima missione, nel 1967, rimasi in un campo ad Artek, il villaggio vicino a Yalta dove morì Togliatti, per due settimane (il mio capo delegazione allora era Gianni Conforti, direttore di Erasmo….com’è piccolo il mondo!).
Dei vari ricordi più o meno sconvolgenti di quel lontano pianeta così eterogeneo e particolare rispetto ai nostri modi di vita, mi torna spesso in mente la risposta di un certo Valentin alla mia constatazione della apparente soddisfazione e allegria di quei giovani “siete sempre così contenti in questo paese?” “C’ est à dire communistes”, rispose Valentin. Come cambiano le cose in vent’anni! Sono rimasto in contatto con alcuni amici sovietici e proprio recentemente uno di essi mi ha fornito una fotografia impietosa dell’attuale, rivoluzionaria, realtà giovanile sovietica che mi sembra interessante sintetizzare punto per punto.
1) La Perestroika ha generato un processo di multiformi evoluzioni per tutti gli strati della società sovietica. Le posizioni stanno cambiando sulla base della democratizzazione, del rispetto per i diritti umani e per la libertà, del rigetto dello stalinismo e del dogmatismo. Si comincia a considerare l’uomo come il centro intorno a cui devono gravitare la nuova filosofia e la nuova società. Radicali cambiamenti stanno avvenendo in tutti i campi della vita culturale e spirituale.
2) Statisticamente la gioventù rappresenta molti strati eterogenei: ci sono 64 milioni di giovani tra i 15 e 29 anni (49 milioni tra i 5 ed i 15 anni d’età) divisi in più di 100 gruppi etnici e nazionalità, in 15 Repubbliche e 165 Provincie che differiscono storicamente nel loro sviluppo sociale, economico, culturale e religioso.
3) Politicamente la moderna gioventù sovietica si sta divedendo in diversi gruppi: ideologi ed iniziatori della Perestroika, sostenitori della Perestroika, osservatori, conservatori e reazionari.
4) Il processo più complicato è quello che riguarda la revisione dei dogmi sorpassati, gli stereotipi, le illusioni e i miti, i clichés ideologici, con formazione di nuove posizioni più realistiche riguardo libertà, democrazia, autorità e potere. Le posizioni religiose, una volta in netto contrasto con l’ortodossia di stato, cominciano ad essere più tollerate. Così i valori umani come la felicità individuale, la salute, l’umanesimo ed il desiderio di auto realizzazione stanno assumendo sempre più importanza.
5) La coscienza di massa della gioventù moderna è caratterizzata da tendenze contraddittorie per la percezione della realtà con: a) aumento dell’alienazione dalle attività politiche e dello stato; b) insoddisfazione verso l’attuale stato dei programmi nella società, insoddisfazione nei riguardi dello sviluppo economico e sociale; uno sviluppo amministrato da uomini impreparati, ed altresì verso il livello e la qualità degli uomini della chiacchierata amministrazione; c) scetticismo riguardante il processo della Perestroika e le reali possibilità di realizzazione dei bisogni materiali e delle necessità spirituali dei giovani.
6) Un violento incremento del tasso di criminalità è stato osservato tra i giovani, specialmente in gruppi di età compresa tra i 12 – 14 anni. Il numero dei delitti “di gruppo” si è altresì incrementato, come pure si commettono crimini dovuti a conflitti tra le varie etnie presenti in Unione Sovietica. Ogni giovane tra i 13 e i 17 anni è abile a commettere un delitto. Un sesto degli alcoolisti registrati cade in questa categoria giovanile. Ogni anno 350.000 ragazzi perdono un membro della loro famiglia.
L’età media della coppie divorziate è di 27 anni. Nei grossi centri industriali si riscontra un altro fenomeno: la gioventù più “vecchia” si organizza in bande criminali gerarchizzate che operano con sistemi ben strutturati e organizzazioni interne più specifiche, che si rifanno a modelli criminali universalmente riconosciuti: un nome per tutti MAFIA. Oggi la protezione fisica è una delle ragioni per cui gli adolescenti danno vita a gruppi criminali di varie categorie (ci sono gruppi di ragazze di 12 – 14 anni che derubano ragazze coetanee usando sistemi crudeli ed addirittura sadici).
7) Nell’ambiente giovanile di oggi c’è la tendenza all’aggregazione di gruppi terroristici ed estremistici. Il livello generale dell’educazione legale è molto basso, il disprezzo per la legge è diffuso, e certe condizioni sociali sono terreno fertile per l’uso indiscriminato di un certo estremismo da parte dei giovani che vogliano raggiungere determinati obiettivi.
8) La situazione generale di tensione sociale provocata dal processo della Perestroika, e la transizione attraverso un rinnovamento della società, sono complicate da severe condizioni che includono la non soddisfazione dei bisogni (materiali e spirituali), la parziale soddisfazione delle sfide politiche e degli interessi, i già complicati ed urgenti problemi delle sofisticate culture nazionali.
9) E’ necessario prendere in considerazione il fatto che la coscienza di massa della gioventù di oggi sta soggiacendo ad una “rivoluzione delle aspettative”, provocata da un indiscriminato aumento nella popolazione giovane di speranze per una rapida evoluzione della loro situazione ed il fallimento di queste speranze. Tutto questo ha portato ad una progressiva esplosione del malcontento, che sta avviandosi a trasformarsi in una violenza di matrice estremista. La Perestroika ha risvegliato grandi aspettative di cambiamento in tutti i campi della vita, in tutta la popolazione giovane, ma queste aspettative non sono state soddisfatte, per ragioni obiettive e soggettive. Allo stesso tempo i giovani, frustrati da una politica approssimativa, e da diverse culture nazionalistiche e spirituali, vengono sospinti verso l’estremismo.
10) La caduta di prestigio dell’unica organizzazione giovanile il Komsomol, dovuta al suo isolamento dagli interessi e dalle necessità dei giovani, ed il tradizionale assortimento di programmi ormai sorpassati e fuori tempo offerto dalla organizzazione di più giovani, i Pionieri, hanno praticamente posto fine ad ogni prospettiva per questi movimenti, afflitti da irreversibile, pesante burocratizzazione e politicizzazione, aprendo nel contempo la via per movimenti ed organizzazioni giovanili alternativi.
11) Il fatto che un gran numero di giovani non ha l’opportunità di formare una propria organizzazione giovanile, conduce gli stessi a potenziare forti movimenti informali di differenti tipi. Svariati gruppi di loro militanti, provenienti da condizioni di vita estremamente povere, sono aggressivi verso i giovani benestanti.
12) La stratificazione sociale sarà incrementata alla luce delle trasformazioni economiche. Non esiste una nozione di “modello” di giustizia sociale; le percezioni della suddetta nozione sono basate su stereotipi che propagandano generiche idee di “uguaglianza”.
13) L’incremento della iniquità e delle stratificazioni sociali, unito al peggioramento della situazione economica, stanno creando pericolose condizioni per la rinascita del nazionalismo e dello sciovinismo. Mi sembra evidente che questo quadro così drammatico e particolare rappresenta il substrato migliore per una ampia diffusione della droga e nei prossimi anni il boom della diffusione delle tossicomanie a livello mondiale avverrà proprio in Unione Sovietica ed in tutti quegli altri paesi dell’ex blocco sovietico. Chissà dov’è oggi il mio amico Valentin? E che ne sarà del suo felice ed incosciente ottimismo di allora?
Massimo Barra