Da: “ANSA” Roma, 30 giugno 2008
“C’è un conflitto sociale in corso e noi siamo in mezzo, con l’intento di migliorare la coesistenza”. Così il presidente della Cri Maurizio Barra spiega come intende il ruolo della Cri nei campi rom. “II problema centrale – ha spiegato Barra – e’ che i nomadi non sono accettati dalla maggior parte della popolazione, la quale non condivide il loro stile di vita. E’ un problema europeo, che si vive anche in tutti quei paesi dove i nomadi sono molto più numerosi che da noi”. Dopo il censimento, Barra si augura che la Croce Rossa Italiana possa restare come presidio fisso nei campi, dove, a suo parere, rassicurerebbe i rom e anche tutti gli altri. E ha ricordato che in tante situazioni analoghe la sua presenza ha avuto un ruolo positivo, come a Sarajevo, dove ci sono due campi per complessive 12mila persone e ha regalato un prefabbricato dove sono stati realizzati asili per bambini. “Meno polizia e più Croce Rossa – ha concluso Barra – significa più coesistenza civile”.