SERVIZIO sanitario contro la “riduzione del danno”. La Asl Rm D ha bloccato le analisi del sangue per i tossicodipendenti che sono in cura nel centro di Villa Maraini. L’iniziativa è partita alcuni giorni orsono. Il direttore della Fondazione Villa Maraini, Massimo Barra, secondo il quale questo provvedimento “ostacola il percorso riabilitativo di circa 3 mila malati”.
La Asl ha invece replicato, attraverso un suo portavoce, che non è stato interrotto alcun servizio per i tossicodipendenti. “La decisione della Asl è gravissima – ha spiegato Barra – Noi andiamo a cercare i tossicodipendenti nei sottopassaggi dove consumano stupefacenti e la Asl pretende di curarli solo se hanno il tesserino da drogati. Ancora una volta la burocrazia ci ha mutilati di un servizio determinante per il buon esito delle terapie”.
Di diverso parere la Asl che ha precisato di avere solo chiesto, tramite il responsabile del Sert, al medico che lavora a Villa Maraini, di prescrivere le analisi del sangue sul normale ricettario regionale di colore rosa per problemi di contabilità con l’ospedale Forlanini, dove vengono fatte le analisi. In sostanza, per la Asl, i pazienti in cura a Villa Maraini non devono sottoporsi ad alcuna lungaggine burocratica, come invece sostiene Massimo Barra.
“I responsabili della Asl – precisa invece Massimo Barra – pretendono che i tossicomani vadano a cercare il timbro per poter fare le analisi. Ma non si rendono conto che si tratta di persone disorientate nel tempo e nello spazio che nei Sert hanno già conosciuto la frustazione generata dalla burocrazia.
I medici di Villa Maraini possono fare le ricette con la richiesta delle analisi ma a condizione che sia lo stesso centro a dare l’esenzione del ticket. Se è vero che la Asl deve rispettare regole certe per gestire la sanità è ancor più vero che le regole per battere la droga non possono essere dettate dalla burocrazia”.
Così nel frattempo malati di Aids non possono continuare a controllarsi e il progetto di “riduzione del danno” rispetto alla cocaina e alle nuove droghe è fermo. “Non si può pretendere a un ragazzino che prende l’ecstasy di andare a farsi registrare – spiega Barra – Il recupero di questi soggetti deve venire prima di qualsiasi cosa”.