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Interventi · 15 Agosto 2009

Immigrati, dilagano le rivolte. Bruciati materassi e mobili

Da: Il Giorno — 15 Agosto 2009 · IT

Da: “Il Giorno”; “La Sicilia” ; Roma 15 agosto 2009

PROTESTE NEI CIE ARRESTI A MILANO E TORINO, POLIZIOTTI FERITI A LAMEZIA

Si amplia la protesta nei Cie, i Centri di identificazione e espulsione per immigrati. Dopo la rivolta l’altra notte nel Cie di via Corelli, a Milano, dove un gruppo di immigrati ha scatenato, poco dopo le 19 di giovedì, una protesta per la decisione di prolungare il trattenimento di 15 persone nella struttura, un’altra protesta è stata messa in atto nel Cie di Lamezia Terme, che ospita 45 immigrati. Alcuni materassi e mobili sono stati bruciati dagli ospiti del centro che protestavano contro il prolungamento, da due a sei mesi, dei tempi dì trattenimento nei centri, come previste dalle norme contenute nel pacchetto sicurezza entrate in vigore lo scorso 8 agosto. La notizia dell’entrata in vigore delle nuove norme si sta diffondendo nei Cie come un tam tarn.

Qualche giorno fa proteste si erano registrate nel Cie di Gradisca d’Isonzo a Gorizia. Alcuni ospiti del Centro erano stati trasferiti nel Cie di Milano, dove l’altra sera c’è stata la rivolta. Tutto è cominciato con l’incendio di alcuni materassi e suppellettili in un settore maschile, al quale si sono poi uniti anche un settore femminile e un altro gruppo di detenuti maschi. La situazione è poi degenerata e il primo gruppo di immigrati ha divelto dei termosifoni e con questi ha spaccato le panchine di pietra della struttura, usando poi le macerie per colpire le forze dell’ordine. Carabinieri e polizia hanno arrestato 14 persone (quattro donne nigeriane, una del Cambia, quattro uomini marocchini, tre algerini, uno della Costa d’Avorio e uno di nazionalità non specificata, ma nato in Portogallo) e 11 uomini delle forze dell’ordine sono rimasti contusi.

I 14 arresti sono stati convalidati dal gip di Milano: l’accusa è danneggiamenti, resistenza a pubblico ufficiale, incendio doloso e lesioni. Il giudice ha fissato il processo per direttissima al 21 agosto quando gli immigrati decideranno se chiedere il rito abbreviato, patteggiare oppure procedere con il giudizio ordinario. Disordini l’altra notte anche nel Cie di Torino, dove da alcuni giorni gli immigrati sono in sciopero della fame. Intanto, non mancano le polemiche. «I Cie sono come carceri», ha detto ai microfoni di Radio Cnr Massimo Barra, ex presidente della Croce Rossa Italiana e vicepresidente della Croce Rossa Internazionale.

«Quando proposi — continua — che la Croce Rossa potesse gestire delle prigioni, mi attaccarono. Ma i Cie cosa sono se non carceri? Quindi, stiamo di fatto gestendo da un punto di vista umanitario delle carceri con tutti i problemi connessi alle carceri. Dove per di più ci sono persone che non hanno commesso reati. Nei Cie facciamo quello che possiamo, riduzione del danno». La Croce Rossa è presente nei Cie di Milano e di Ponte Galeria, a Roma. Invece, Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, dice: «Noi dobbiamo applicare le nuove leggi, non ci la¬sciamo intimidire da piccoli episodi di contestazione».

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