Da: “ANSA” Roma 18 settembre 2009 – Ripreso da: “la Discussione” del 19 settembre 2009
La pace in Afghanistan si raggiunge anche attraverso una nuova politica sull’uso dell’oppio prodotto nel paese: utilizzandolo a fini medici. Lo sottolinea Massimo Barra, vicepresidente della Commissione permanente del movimento della Croce Rossa, che rilancia così la proposta di utilizzare la sostanza stupefacente in modo legale eliminando il controllo di questa produzione da parte della criminalità. “E’ una pia illusione – dice Barra riferendosi agli attacchi dei talebani e alla strage di ieri – pensare di risolvere il problema afgano lasciando le tonnellate di oppio a disposizione dei mercanti illegali di droga. Ricordo che il 50% del Pil afgano è legato alla coltivazione del papavero e finisce tutto in mani illegali. Questo dell’oppio in Afghanistan è un problema politico non trascurabile. Per me è la priorità delle priorità”.
“L’oppio afgano – aggiunge – potrebbe avere una finalità medico sanitaria. Si potrebbe avere ‘morfina umanitaria’ da usare nelle terapie del dolore nei mercati poveri, quelli che al momento non possono godere del prodotto”. Barra sottolinea poi che nel 2007 in parlamento ci fu un ordine del giorno sul tema che poi non ebbe alcun seguito: “ripropongo questo argomento all’attenzione del governo, del parlamento e dell’opinione pubblica”. Il vicepresidente della Commissione del movimento ricorda inoltre che nel passato, in qualità di presidente della Croce Rossa Italiana, ebbe modo di incontrare rappresentati del governo afgano che – precisa Barra – “in privato hanno manifestato consenso per tale ipotesi ma che poi esprimevano linee opposte in pubblico”.