Da: “ANSA” – Ginevra, 19 maggio 2003
Un pressante appello ai Paesi più ricchi del G8 affinché finanzino adeguatamente il Fondo globale
per la lotta contro aids, tubercolosi e malaria è stato lanciato oggi a Ginevra dalla Federazione internazionale della Croce rossa e della mezzaluna rossa e da un gruppo di organizzazioni non governative (ong) impegnate in favore del diritto alla salute.
Il Fondo globale, approvato a Genova nel 2001 dai capi di Stato dei sette Paesi più ricchi del mondo per combattere le tre malattie che ogni anno uccidono 6 milioni di persone nel mondo, sta affrontando una crisi finanziaria ed ha urgente bisogno di 1,6 miliardi di dollari per implementare progetti già approvati, hanno affermato le ong e la Croce rossa lanciando la campagna “Fund the Fund” (Finanziate il Fondo).
“La situazione è critica”, ha spiegato Massimo Barra della Federazione internazionale della Croce rossa e rappresentante delle ong presso il consiglio d’amministrazione del Fondo globale menzionando i problemi di finanziamento del fondo a breve e lungo termine. “E’ fondamentale che, in occasione dell’imminente vertice dei paesi del G8 ad Evian (in Francia dal primo al 3 giugno), i Paesi più ricchi si impegnino a fornire i fondi per far fronte ai bisogni delle attività del Fondo globale per quest’anno e quelle future”, le ha fatto eco Helene Rossert rappresentante delle Ong dei paesi sviluppati presso il consiglio d’amministrazione del Fondo globale. La campagna “Fund the Fund” ha scritto una lettera in tal senso al presidente francese Jacques Chirac, che presiederà il G8.
Barra e Rossert si sono quindi pronunciati per un meccanismo che garantisca un finanziamento equo (in funzione del Pil) e regolare del Fondo globale. Attualmente le incertezze finanziarie per il breve e lungo termine minacciano la continuità dei programmi già in corso.
In due anni di attività e grazie ai contributi (1,5 miliardi di dollari), il Global Fund ha potuto finanziare progetti in circa 90 Paesi garantendo cure contro la tubercolosi a 2 milioni di malati, una protezione contro la malaria a 30 milioni di famiglie africane, cure mediche a 500mila persone colpite dal virus Hiv ed un sostegno ad altrettanti piccoli orfani dell’aids.