Da: “Corriere della Sera” di martedì 18 gennaio 2000
Il mondo degli operatori contrario alla svolta antiproibizionista.
Il Forum delle Famiglie è la resa incondizionata dello Stato.
Caritas e comunità: proposta diseducativa. L’Osservatore: sconcertante. Solo don Ciotti favorevole
Divisi i pareri delle associazioni per la lotta all’Aids L’immunologo Aiuti: così si rischia di favorire la diffusione del virus Ma il presidente della Lila, Agnolotto: l’esperienza svizzera ha mostrato che questo tipo di strada è percorribile
ROMA Se in Italia facessero come in Svizzera, a sperimentarla sarebbero gli irriducibili. Migliaia di irriducibili del buco, con anni e anni di eroina alle spalle, reduci da diversi tentativi di disintossicazione andati falliti. Gente tra i 30 e i 40, che entra e esce dal carcere e quando non ha l’oppiaceo a disposizione si abbruttisce. Come Bon Bon. Così lo hanno soprannominato a Villa Maraini, il centro romano di assistenza dove viene seguito. Bon Bon ha 40 anni e ha una doppia diagnosi.
Se non si fa, assume comportamenti animaleschi. Lo hanno trovato nudo nei giardini pubblici, lo hanno sorpreso mentre leccava per terra imitando i cani. E poi c’è il Fama, altro soprannome. Da quando è stato lasciato dalla moglie è uscito fuori di testa, ha avuto un crollo spaventoso e nessuno riesce più a tirarlo fuori da una caduta senza fine e dignità.
“In queste fasi purtroppo frequenti diventano violenti per sé stessi e per gli altri descrive il dramma della loro condizione Massimo Barra, uno dei fondatori della Fondazione Villa Maraini . L’eroina può funzionare come antipsicotico. Se potessero essere sottoposti alla terapia ne trarrebbero un giovamento clinico. Finirebbero di nuocere alla società.
Ecco perché sono favorevole alla mozione dei Ds. Purché sia fondata su programmi reali e non su vuoto ideologismo”. Gli irriducibili, o comunque quelli che come Bon Bon e Fama avrebbero le caratteristiche per ricevere la terapia di tipo svizzero, secondo Barra sono circa diecimila. Il 5% dei 200 mila eroinomani italiani.
“La sperimentazione potrebbe essere condotta su un migliaio di loro continua Barra . Noi abbiamo già un progetto, saremmo pronti a partire. Ma io temo che la cosa finirà qui. I Sert non sono capaci di distribuire metadone come Dio comanda. E vorrebbero provarci con l’eroina?”. La proposta antiproibizionista dei Ds ha aperto un dibattito molto sentito.
Ci sono posizioni profondamente diverse anche nell’ambito delle comunità e dei centri di recupero o assistenza. Contro un don Ciotti, del gruppo Abele, che condivide l’iniziativa della Quercia, si sono schierati don Piero Gelmini e Vinicio Albanesi. Dal mondo cattolico ieri è arrivata un’altra bocciatura. Quella di don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus: “Dico no non perché sono un proibizionista ma perché non è questa la strada da percorrere.
Oggi col dilagare dell’ecstasy e delle droghe sintetiche non è possibile distinguere tra droghe pesanti e leggere. Non mi auguro che per questo cada il governo. Però non può neppure andare avanti così, con questi equivoci di fondo”. Disco rosso a ogni forma di liberalizzazione da parte della Caritas, che definisce quella dei Democratici di sinistra una proposta “diseducativa per i giovani, che implica scarsa fiducia nei loro confronti”.
La decisione presa al Lingotto è “sconcertante” secondo l’Osservatore Romano: il Duemila viene inaugurato “con un impegno ufficiale all’uso controllato dell’eroina” stigmatizza il quotidiano della Santa Sede. Negativo l’immunologo Fernando Aiuti. Secondo lui la liberalizzazione porterebbe con sé l’aumento dell’Aids. Fra i direttori sanitari di carcere è contrario Remo Fulvio Urani, delle Vallette di Torino: “Parlo per esperienza. La depenalizzazione totale toglierebbe tra l’altro quel minimo di deterrenza che viene dal carcere”.
E il Forum delle famiglie incalza: “E’ la resa incondizionata dello Stato”. Vittorio Agnoletto, presidente dell’associazione Lila, ai leader cattolici risponde con i dati sull’esperienza elvetica che ha ridotto la mortalità (0,7% tra gli individui sotto sperimentazione contro lo 0,1% denunciato dalle comunità e l’8,9% fra i tossicodipendenti di strada) e i reati connessi al mercato illegale.
“Non è vero che l’eroina in Italia non è più un problema come sostengono Muccioli e Albanesi replica Agnoletto . In base ai dati dell’Osservatorio mondiale di Lisbona sulla droga, la percentuale di eroinomani da noi è la più alta d’Europa”. In linea con i Ds anche Antigone, l’associazione che si batte per i diritti dei detenuti, e Forum droghe.