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Articoli · 1 Ottobre 2000

Nona gara nazionale di “primo soccorso volontari”, nella Terra di Confine

Da: 1 Ottobre 2000 · IT

Se l’immagine pubblica del “volontario” è per definizione “buona” differiscono molto, a seconda dell’osservatore, l’interpretazione e i contenuti del termine. Per tanti “volontario” è un cittadino che, a tempo perso e non avendo null’altro di meglio o di più importante da fare, dedica alcune ore ad attività liberamente scelte nei più diversi settori.

Ai Volontari del Soccorso questa definizione sta un pò stretta. In tempi in cui tutti rivendicano il loro orgoglio di appartenenza, anch’io mi sento orgoglioso di appartenere ad un volontariato più pregnante e totalizzante, sicuramente gratificante, addirittura capace di orientare e modificare il corso di una esistenza. E con me tante migliaia di uomini e donne molto diversi per estrazione sociale e per vissuto ma accomunati dalla certezza di costituire tessere di un mosaico importante per la comunità nazionale.

Un volontariato non di adesione, ma di partecipazione che estrinseca il suo intervento sempre in condizioni difficili e di crisi, sempre quando il cittadino si ritrova ad aver immediato bisogno di aiuto. Per questo i Volontari del Soccorso non si possono permettere di prendere alla leggera il compito che è loro affidato ed hanno l’obbligo morale di prepararsi adeguatamente al più difficile dei contesti, quello della strada e dell’emergenza, quando in condizioni di stress saltano tutte le convenzioni e una presenza o una assenza, una competenza o una ignoranza, uno zelo o una trascuratezza possono costituire la differenza tra la vita e la morte.

In questa ottica va inquadrata questa nuova edizione della Gara Nazionale di Primo Soccorso, entrata ormai nel patrimonio culturale dei Volontari del Soccorso come momento culminante di centinaia di incontri, tornei, approfondimenti, discussioni, tutti rivolti a migliorare le tecniche del soccorso e la preparazione dei VdS, nel superiore interesse delle vittime. E che la cosa si svolga a Lecce non è occasionale: da tutta l’ Italia veniamo in una terra di confine divenuta simbolo della speranza dei poveri di tutto il mondo per un avvenire migliore e chiamata a testimoniare capacità di ascolto, di tolleranza e di accoglienza. Veniamo per ringraziare la Croce Rossa di Lecce e della Puglia e tutti i loro Volontari per la lezione di civiltà, che con il loro operato hanno impartito a tutto il Paese.

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