Altri due uccisi Dal primo gennaio le vittime sono già tredici
NE AVEVAMO parlato proprio ieri, da queste colonne, con una documentata inchiesta della nostra Caterina Dubini. E avevamo lanciato un grido di allarme: “Droga assassina, tragico record”. Un titolo che non cercava un facile “effetto”, ma che voleva nel modo più semplice e immediato rispecchiare una terribile realtà: dall’inizio di gennaio erano già undici le vittime dell’eroina nella nostra città.
In questa guerra allucinante, i caduti numero dieci e numero undici erano stati due giovani: un ragazzo di vent’anni, Alberto Marini, si era accasciato nel bagno all’interno dell’abitazione dei genitori, a Montesacro; e una ragazza di 24 anni, Emma Collo, è morta anche lei in casa dei familiari, a Tor Bella Monaca.
Ieri, purtroppo, il numero delle vittime è salito ancora. Stroncati da una dose troppo forte di eroina sono stati due uomini trentenni, trovati entrambi dagli agenti della questura, il primo in appartamento nella zona della Balduina, il secondo nel prato del parco di Villa Ada al Salario. Il primo appello alla sala operativa della questura è arrivato poco dopo le 14.
Per Fabio Bussi 29 anni. Il giovane, conosciuto come tossicodipendente, è stato trovato cadavere in casa di un amico, anche lui tossicodipendente, in via Calpurnio Pisone, alla Balduina. Tre ore più tardi, la seconda chiamata, questa volta anonima. Gli uomini di una volante hanno ritrovato il corpo senza vita di un altro uomo sul trent’anni.
Il giovane era disteso sul bordo del laghetto di Villa Ada. Aveva il braccio scoperto e accanto a lui c’erano due siringhe. Nelle tasche, però, gli agenti non hanno trovato documenti, né altro che ne permettesse l’identificazione. Per entrambi, il magistrato ha disposto l’autopsia.
“In questo periodo – aveva spiegato ieri il presidente della Fondazione Maraini, Massimo Barra, “sta circolando a Roma eroina pura a basso taglio e ad alta concentrazione”. Purtroppo, aveva aggiunto, “quando un tossicodipendente si inietta una sostanza stupefacente non conosce mai il livello di concentrazione e rischia così, ogni volta, di morire per overdose.
Ma a Roma il numero di tossicodipendenti che si inietta sostanze per endovena sta diminuendo. Le morti per overdose nel ’94 erano state 133, 10 per cento in meno rispetto al ’93”.