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Interventi · 30 Gennaio 1995

Antidroga, i carabinieri sequestrano hashish e eroina

Da: Il Tempo — 30 Gennaio 1995 · IT

A Trastevere

DOPO lo stillicidio di morti por overdose degli ultimi giorni, polizia e carabinieri hanno intensificato i controlli per reprimere il fenomeno dello spaccio di droga. Solo ieri gli uomini della “Benemerita” hanno sequestrato complessivamente in diverse operazioni due etti di eroina e mezzo chilo di hashish, arrestando sei persone.

Coordinati dal colonnello Franco Mottola, i carabinieri del Gruppo Roma hanno passato al setaccio la zona di Trastevere, dove era stata segnalata l’attività di una banda di trafficanti. Verso le otto dell’altra sera i militi in borghese hanno colto sul fatto Carla Galli, 28 anni, Pietro Anselmo, di 39, Andrea Perri, di 29 e Mauro Tamilla, di trenta. L’accusa è di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso tra loro.

I segugi dell’Arma hanno posto sotto sequestro cento dosi di polverina bianca, un centinaio di hashish e un milione e 800 mila lire in contanti, probabile frutto dello smercio di droga. In via della Borgata Ottavia, invece, i carabinieri hanno arrestato, sempre in flagranza di spaccio, Luca Renna, di 20 anni. Il giovane è stato trovato in possesso di sessantacinque grammi di hashish.

Nella zona di Casalotti, infine, i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi di un minorenne, M. B., di 17 anni, “pizzicato” anche lui a vendere hashish. I carabinieri gli hanno sequestrato più di mezzo etto di “merce”. Soltanto nell’ultimo mese, e quindi dall’inizio dell’anno, la Capitale ha dovuto registrare il tragico bilancio di quattordici decessi per overdose.

Un fenomeno provocato quasi certamente da una “partita di eroina più pura del solito che ha raggiunto la piazza romana. Anche se il dato di confronto con il ’94 faceva pendere la bilancia verso una diminuzione delle morti (10 per cento in meno rispetto al 1993), la concentrazione di vittime in un periodo di tempo così ridotto resta un elemento di preoccupazione.

“Purtroppo – aveva commentato nei giorni scorsi Massimo Barra, presidente della Fondazione Villa Maraini – quando un tossicodipendente si inietta l’eroina non conosce mai il suo livello di purezza e rischia ogni volta la morte”.

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