Archivio › Interventi
› 2006
Interventi · Febbraio 2006

Dove il volontariato diventa una MISSIONE

Da: Sicurezza Civile — Febbraio 2006 · IT

Da: “Sicurezza Civile” gennaio/febbraio 2006

L’istituzione nella quale l’emergenza è norma ha ora un presidente che non ama i compromessi

La Croce Rossa Italiana, massima espressione del volontariato nel nostro paese, ormai prossima al traguardo del secolo di età, dopo un lungo periodo di gestione commissariale è finalmente guidata da un presidente democraticamente eletto a norma di statuto: il dott. Massimo Barra. Egli è stato chiamato a dirigere una realtà composita nella quale, accanto ad una stragrande maggioranza di persone di ogni età che nella vita svolgono le attività più diverse e mettono a disposizione no cost il loro tempo a favore del prossimo, esiste una struttura amministrativa ovviamente remunerata. Sotto questo profilo la Croce Rossa è quindi anche una grande azienda che va gestita con criteri manageriali.

Non sarà un compito fecale perché, soprattutto dall’esterno, sono in molti a tenere gli occhi puntati sul nuovo presidente. Ma le cinque componenti sulle quali si fonda il grande Sodalizio e cioè il Comitato Femminile, le Infermiere Volontarie, i Volontari del Soccorso, i Donatori di sangue e i Pionieri, sapranno certamente trovare nuovo slancio per fronteggiare il crescente bisogno di solidarietà, di affetto, di aiuto concreto, manifestato dovunque, dentro e fuori i nostri confini Nelle squallide periferie e nelle baraccopoli delle città, nei paesi devastati dal le catastrofi naturali, dalle guerre e dal le carestie, donne e uomini con l’emblema della Croce Rossa sono costantemente pronti ad offrire la loro ineguagliabile esperienza in tema di soccorso, di assistenza sanitaria, di conforto morale.

Senza distinzione di razza, religione, credo politico, senza fare differenza tra uomini che si combattono. Giova qui ricordare che la benemerita Istituzione può contare sulla forza operativa di due componenti: i Volontari del Soccorso, cinquantamila persone perfettamente organizzate, alcune centinaia delle quali pronte a muovere e a lavorare autonomamente dovunque e le Infermiere Volontarie, circa dieci mila in servizio attivo, duecento in stand by per qualsiasi emergenza. Sono, i primi, la più grande organizzazione di protezione civile esistente in Italia, dotata di automezzi, sistemi di comunicazione, strutture logistiche, abituata da sempre alle emergenze, a cavarsela anche nelle condizioni più difficili, disciplinata dall’esperienza e dall’uniforme che indossa.

Delle seconde, le “Crocerossine”, abbiamo parlato in una recente nota per ricordare il loro impegno in Afganistan, in Iraq, nel Pakistan devasto dal terremoto, nei paesi africani. Con le stellette, perché ausiliarie delle Forze Armate, accanto ai nostri soldati in difficili missioni all’estero. Di loro si paria poco perché è ovvio, secondo la “morale” comune, che facciano quello che fanno, anche se rischiare la pelle non è poi così ovvio. Accanto ad essi, in un’opera altrettanto silenziosa quanto preziosa, militano i Donatori di Sangue esempio impagabile di solidarietà per troppa gente, legata ancora oggi a pregiudizi e tabù, che si buca disinvoltamente la vena per drogarsi e mai lo farebbe per dare una goccia di vita al prossimo.

Il Comitato Femminile non ha certo bisogno di essere ricordato per il lavoro di sensibilizzazione svolto a favore del l’Istituzione, alle porte della quale bussano molti giovanissimi, i Pionieri, figli eletti di quell’Italia affascinata dal Grande Fratello o dall’Isola dei Famosi. Sono loro gli eredi dei grandi valori della Croce Rossa, nelle cui file, da decenni, milita il nuovo presidente. Ma chi è Massimo Barra? Sarebbe impossibile anche sintetizzare il suo curriculum vitae. Vorremmo solo ricordare che quando la gente non sapeva nemmeno cosa fossero le droghe e quali i loro terribili effetti, egli si occupava già in una struttura d’avanguardia, poi divenuta Fondazione Villa Maraini, dei tossicodipendenti romani e non solo. E’ stato lui ad organizzare in passato dei posti di pronto soccorso notturno mediante ambulanze nei punti della città dove più frequentemente c’erano emergenze per overdose. Grazie al suo lavoro i Volontari del Soccorso, di cui per anni è stato al vertice, hanno via via assunto una forza crescente.

Medico, si è occupato lungamente dell’assistenza gli anziani in una struttura per lungo degenze, prima di essere chiamato a ricoprire la carica di vice presidente della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa. Come forse qualcuno ha intuito durante i suoi interventi nelle trasmissioni radiotelevisive aventi ad oggetto le tossicodipendenze, Barra non è uomo dei mezzi termini o del compromesso. Per questo il suo cammino non sarà facile. Nel corso di un incontro con l’estensore di questa nota, egli ha voluto ribadire un concetto fondamentale: le porte della Croce Rossa sono aperte a tutti, senza però rinunciare alla qualità e alla caratura morale di quanti vogliono entrare. Egli ritiene fondamentale la valorizzazioni delle diverse realtà locali dell’Istituzione, oltre duemila sul territorio nazionale, impegnate nell’opera di assistenza, aiuto, soccorso, con la convinzione di appartenere ad un movimento di ampio respiro.

“Oggi – dice – le centottantatre Società di Croce Rossa, aderenti a quella Internazionale sono capaci di mobilitare novantotto milioni di persone, pronte ad operare dovunque nel più totale rispetto dell’autonomia e delle tradizioni di quelle organizzazioni che ci ospitano. La Croce Rossa è quindi la terza forza al mondo tra il sistema dei governi e la società civile, rispettata perché obbedisce a principi universalmente riconosciuti”. Barra non si nasconde le difficoltà e i rischi connessi oggi allo svolgimento dell’attività di assistenza, specialmente nel le zone di guerra.

“In passato la Croce Rossa operava tra gli eserciti che si combattevano, senza distinzione di bandiera. Attualmente le operazioni di peace keeping sono gestite direttamente dalle forze armate internazionali che possono condizionare il nostro lavoro. Gli interventi diventano ad alto rischio e gli operatori sono esposti ad ogni insidia. E’ stato quindi deciso di sostituire il simbolo della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa con il Cristallo per consentire il sereno svolgimento di azioni umanitarie laddove la presenza delle insegne tradizionali possano creare motivi di turbativa. Vorrei però ribadire – dice con forza Massimo Barra – che lo storico simbolo della Croce Rossa rimane.

La soluzione adottata permetterà anche l’ingresso dello Stato d’Israele nella Federazione internazionale”. Nel corso della cerimonia d’insediamento il neo presidente della Croce Rossa Italiana ha rivolto un appello ai giovani affinché entrino nelle file di una organizzazione chiamata a portare dovunque il conforto e la speranza. Ci auguriamo che sia ascoltato.

Altri contenuti dello stesso periodo

Testo
Interventi · 26 Dicembre 2006

Afghanistan: droga; Croce Rossa Italiana sbarca a Kabul

ANSA — 26 Dicembre 2006 · IT
Testo
Interventi · 26 Dicembre 2006

Somalia: Barra (C.R.I.), Mezzaluna Rossa unico baluardo diritti

ANSA — 26 Dicembre 2006 · IT
Testo
Interviste · 23 Dicembre 2006

Su tutti i fronti

Cittànuova — 23 Dicembre 2006 · IT