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Articoli · 18 Giugno 1992

Controlli sui lavoratori a rischio: Marini smussa

Da: Paese Sera — 18 Giugno 1992 · IT

Introdurre il test antidroga obbligatorio per dodici categorie professionali che hanno responsabilità verso terzi è “impensabile e impossibile”. L’antidoping di Stato, introdotto dal ministro del Lavoro Franco Marini, è ancora in fase di preparazione. Ma ha già sollevato un mare di polemiche. Antonella Piperno

‘Un coro di proteste per l’iniziativa presa da tre ministeri. Test antidroga? Fesserie’

Americanate da cestinare

di MASSIMO BARRA

E allora tutti in fila? Come i soldati a fare la pipì davanti all’operatore della Usl? Proprio una bella idea delle nostre Unità sanitarie locali, già così operative ed efficienti e soprattutto ricche di infermieri. Già perché gli esami antidoping per essere seri devono essere fatti a vista, altrimenti diventano una presa in giro con l’indagato che si presenta con la boccetta della pipì dell’amico “pulito”. Facciamo qualche conto: se – così come dicono – 2.600.000 lavoratori saranno sottoposti ad analisi, oltre 5.000.000 sono i prelievi l’anno per i quali serviranno centinaia di infermieri.

E siccome quelli attualmente disponibili in Italia non bastano neanche a coprire i turni di corsia bisognerà farli venire dall’estero, ovvero creare un nuovo ruolo di “osservatori” da assumere, magari in proporzione al peso dei partiti rappresentati nelle Usl. Contemporaneamente bisognerà rinforzare gli analisti e tutto il personale di supporto: una vera manna per il contenimento della spesa pubblica, anche se si potrebbe in parte ovviare facendo pagare il ticket ai pensionati.

Che analisi fare poi? Solo la ricerca delle droghe illegali, o anche di quelle legali? Sarebbe buffo, infatti, cacciare dal lavoro un consumatore di hashish e mantenere al suo posto chi assume psicofarmaci in grande quantità più volte al giorno. Allora cerchiamo tutto ciò che può sconvolgere? L’analisi diventerebbe terribilmente lunga ed il costo di centinaia di migliaia di lire. L’illusione di scoprire chi è pericoloso per se o per gli altri per colpa della droga con le analisi di massa, è pari a quella di chi crede di stare bene perché ha l’elettrocardiogramma negativo, e il giorno dopo muore d’infarto. Il problema della droga ò troppo serio per essere affrontato sparando genericamente nel buio, senza alcuna sensibilità e senza porsi il problema delle conseguenze. E’ troppo serio anche per queste americanate, per altro logica conseguenza della filosofia punitiva della legge italiana antidroga.

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