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Interviste · 3 Gennaio 2006

La svolta della Croce Rossa

Da: Comunica — 3 Gennaio 2006 · IT

Alla guida dell’Associazione di via Toscana arriva Massimo Barra, e si guarda al futuro

“Finalmente, a Cesare quel che è di Cesare”, è questo il messaggio augurale che ho inviato a Massimo Barra, neo Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, all’indomani della sua elezione al vertice dell’Associazione. Giudizio che ho confermato a chiare lettere all’interessato nel corso delle successive telefonate, d’altra parte chi scrive si era già schierato a favore dell’attuale vertice della C.R.I. in tempi non sospetti, quando correvano per la poltrona di via Toscana insigni personaggi ed affermati ex politici, verso i quali chi scrive aveva ed ha tuttora il massimo rispetto ma ai quali, con schiettezza e fermezza, aveva preferito già a quel tempo il dottor Barra. Perché? Semplice, perché mio padre, uomo di Croce Rossa ed Ufficiale Superiore in congedo del Corpo Militare della C.R.I. ha nelle pareti del suo studio centinaia di crest collezionati in oltre quaranta anni di onorata e brillante carriera, dozzine di foto di tendopoli della C.R.I., decine e decine di libri di C.R., statue, soldatini di piombo, piatti, adesivi e distintivi con insegne dell’associazione.

Campeggia però, nel centro della sua stanza, a fianco ad una sua foto con Giovanni Paolo II e ad una che ci ritrae insieme in uniforme, essendo anche io un Ufficiale della Croce Rossa, la foto di un bambino di otto anni tenuto per mano da una crocerossina e vicino ad un salvadanaio della C.R.I. destinato alla raccolta di fondi per i bambini bisognosi. Quel bambino di otto anni, corpulento e dal viso simpatico, è Massimo Barra! Ho sempre visto quella foto ogniqualvolta, bambino, andavo nello studio di mio padre per fare i compiti, ogniqualvolta andavo a dargli la buonanotte, ogniqualvolta, cresciuto, andavo e ancora oggi vado nel suo studio per parlare di cose più serie.

Ma non ho appoggiato ed esultato all’elezione di Barra per un fatto meramente romantico ma solo perché credo fortemente che la Croce Rossa Italiana avesse bisogno di essere guidata da un uomo di Croce Rossa, eletto dalla base e interprete a 360 gradi dei principi della stessa e migliore interprete di Barra non poteva secondo me esservi. Entrato a otto anni nelle componenti giovanili della Croce Rossa Italiana, il neo Presidente ha festeggiato nel maggio scorso le sue nozze d’oro con l’associazione, ha ricoperto in questi cinquanta anni per conto della stessa incarichi di grande prestigio sia a livello nazionale sia internazionale, ha incontrato, come si legge nel suo sito, decine di migliaia di persone, ricchi e poveri, potenti e miserabili, forti ed ammalati, governanti e pezzenti, nobildonne e prostitute.

Ha frequentato, sempre nel nome della Croce Rossa, gli ambienti più disparati, dal Quirinale a bidonvilles, dagli alberghi più lussuosi alle capanne più rudimentali e sporche, fino alle celle di prigione. E tutto questo lo ha fatto sempre con un bracciale di neutralità sul braccio e nel cuore, con l’idea di aiutare sempre, comunque e dovunque, chi avesse bisogno di aiuto e soccorso. Non a caso, come vedremo più avanti, ha appreso che sarebbe stato lui il nuovo Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, a Kabul, in un ospedale, mentre esercitava le sue funzioni di delegato internazionale. Presidente prima dei pionieri e successivamente dei volontari del soccorso, il dottor Barra è anche iscritto alla componente militare della Croce Rossa Italiana quale Ufficiale medico in congedo del Corpo Militare ed è aperto positivamente anche alle alte componenti dell’associazione e alla sua capillare struttura organizzativa ed operativa. Il Presidente di tutti insomma, che ha contribuito notevolmente alla costruzione della Croce Rossa degli ultimi cinquanta anni e che la proietterà con la sua onestà intellettuale e morale e con il suo profondo e disinteressato amore – non notati in tutti i suoi predecessori – sulle più alte vette della solidarietà e del soccorso al prossimo, come alla Croce Rossa compete di diritto per il suo indubbio, elevatissimo ed ultracentenario valore. Mantenendo fede ad una promessa pre elettorale Massimo Barra, stavolta vestito dei panni di Presidente Nazionale, ha “viaggiato” con me nei percorsi della memoria e nelle viuzze dei desideri emozionandosi ancora parlando di Croce Rossa.

Quali emozioni ha provato quando è stato eletto Presidente Nazionale della C.R.I.?

Sono diluite in vari momenti le mie emozioni ma la più forte è stata quando ho appreso che ero diventato candidato unico e quindi di fatto la “battaglia” era stata vinta e questo per uno scherzo del destino è avvenuto in un luogo particolarmente significativo e cioè nell’ospedale ortopedico del Comitato Internazionale, a Kabul, dove da oltre quindici anni Alberto Cairo cura migliaia e migliaia di afghani saltati sulle mine e quindi amputati. Già di per sé visitare questo luogo è una forte emozione anche perché tutti gli assistenti, che sono circa trecento, sono a loro volta amputati e sono stati riabilitati dalla Croce Rossa. Il sapere poi, che sarei diventato Presidente, proprio in quel posto, ha raddoppiato l’emozione e l’ho considerato veramente un segno del cielo, ho abbracciato Alberto Cairo e mi sono commosso.

La Croce Rossa ha sei componenti: una battuta su ognuna di loro.

Il Corpo Militare e il Corpo delle Infermiere Volontarie sono ausiliari delle Forze Armate dello Stato e svolgono il loro altissimo compito soprattutto in ausilio ai servizi di sanità militare. Un contributo fondamentale e determinante che assicurano grazie ad una grandissima professionalità e che dimostrano quotidianamente in ogni parte d’Italia e sempre più frequentemente del Mondo. Le sezioni femminili si stanno scrollando di dosso quella patina di frequentatrici di salotto che si sono portate addosso per troppo tempo e devono puntare sul fund-rising che è assegnato nel Mondo a persone di un certo tipo di società e che calza perfettamente al loro caso e arricchisce sia loro sia la Croce Rossa. I pionieri sono una componente di giovani che ho il pregio di aver praticamente fondato io e mi piace vederli ancora dopo quaranta anni efficaci, operativi e all’avanguardia in Italia e nel Mondo. I donatori di sangue reclamano a pieno titolo di voler fare vita di Croce Rossa più intensa oltre a curare mirabilmente come già fanno la donazione del sangue che è un aspetto di primaria ed essenziale importanza. I volontari del soccorso li vediamo tutti i giorni per le strade delle nostre città pronti ad aiutare chi soffre e di questo loro grande ed enorme sviluppo mi sento felicemente ed obiettivamente responsabile.

A quale dei suoi predecessori intende ispirarsi?

Per la politica estera a Pietro Quaroni, grande Ambasciatore d’Italia ma anche per l’audacia della sua presidenza che ha aperto per la prima volta nella storia le porte della Croce Rossa in maniera evidente e convinta ai giovani. Fino ad allora noi non potevamo salire per le scale centrali di via Toscana ma solo per quelle di servizio e il nostro apporto, per quanto totale ed incondizionato era evidentemente limitato. Quaroni ci ha valorizzato ed io intendo spalancare le porte della Croce Rossa ai giovani.

La Croce Rossa è “apartitica” ma lei avrà ugualmente ricevuto telegrammi di congratulazioni e attestazioni di stima all’atto della sua elezione. Quali ha maggiormente apprezzato e perché?

Beh rivendo le fotografie e i filmati dell’insediamento ho visto il Ministro della Salute, Francesco Storace, sinceramente compiaciuto e contento per la mia elezione e questo mi ha reso felice anche perché nei giorni successivi il suo contributo è stato decisivo a favore dei precari della Croce Rossa. Dal centro sinistra ho apprezzato particolarmente il telegramma di Paolo Cento, considerato vicino “ai gruppettari” e del quale condivido le battaglie a favore degli ultimi.

Due parole sull’ausiliarietà della Croce Rossa alle Forze Armate dello Stato?

Ho ribadito nel discorso di insediamento così come in altre precedenti e successive occasioni, l’importanza di questo ruolo della Croce Rossa peraltro previsto dalle normative internazionali e nazionali. Un ruolo che la Croce Rossa Italiana è fiera di ricoprire e che riporta giustamente l’associazione alle sue origini; siamo al servizio delle Forze Armate ovunque necessiti un ruolo soprattutto di concorso ai servizi di sanità militare e siamo pronti anche ad allargare questo impegno se ci sarà richiesto dal Governo. Attualmente, come nelle loro migliori tradizioni, militari ed infermiere volontarie di Croce Rossa operano con grandissima professionalità in vari teatri internazionali mantenendo, al pari di come fanno in altri contesti i volontari delle altre componenti di C.R., alto il nome della nostra amata Croce Rossa. Un contributo fondamentale ed irrinunciabile quello che offrono i nostri militari e le nostre crocerossine e di cui siamo tutti orgogliosi.

Ha in mente novità imminenti per le funzioni e il ruolo della C.R.I.?

Vorrei una Croce Rossa più aperta all’esterno come casa ospitale di quanti hanno delle necessità da soddisfare e di quanti si adoperano per aiutare gli altri. Penso al mondo delle ONG con le quali intendo avere un rapporto di collaborazione, di partnership ovviamente subordinato al rispetto, da parte di tutti, dei principi fondamentali di Croce Rossa.

Cosa è per lei la Croce Rossa nel Mondo?

E’ una forza unificatrice, è la terza forza nel Mondo. Oltre i Governi e i loro sistemi internazionali, il sistema delle Nazioni Unite, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Unicef, l’Unesco e la società civile rappresentata dalle ONG. Noi non siamo una organizzazione non governativa, chi considera tale la Croce Rossa o chi la considera come una Onlus è assolutamente fuori strada. Nessuna organizzazione non governativa vede i Governi con diritto di voto nella loro più alta espressione che è la Conferenza Internazionale.

Ci eravamo fatti una promessa: sarebbe bello far tornare gli operatori della C.R.I. nelle scuole…

E’ un punto qualificante anche perché ognuno di noi ricorda quando era piccolo che ciò si faceva costantemente nelle scuole. Una volta bastava una circolare del Ministero della Pubblica Istruzione ma oggi, con le autonomie scolastiche è tutto più complesso e difficile perché è lasciato alla libera scelta delle singole scuole. La Croce Rossa a livello regionale e locale si farà promotrice affinché in tutte le scuole ritorni ad esserci un delegato di Croce Rossa come era immediatamente dopo la guerra. Una sfida da giocare e da vincere, proviamoci insieme caro amico!

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