Finora era presente solo sul mercato napoletano.
Lascia segni pesanti: distrugge reni, fegato, polmoni e circolazione
Anche a Roma il micidiale miscuglio d’hashish ed eroina di scarto Costa poco. Si fuma o si sniffa. Gli operatori di Drogatel:”Abbiamo già in cura alcuni tossicodipendenti che ne fanno uso
Sono palline marroni avvolte in carta stagnola. Vengono chiamate Cobret, anche se il nome viene scritto in modo diverso: Kobret, Cobrett e Cobrette. Sono composte da un miscuglio di eroina di scarto e hashish. Vengono sniffate, fumate – qualcuno dice anche iniettate – ma non esiste letteratura in proposito, e quindi i pochissimi dati che si conoscono arrivano da chi si è trovato a farne uso e ora non sa come uscirne.
Brutta bestia il Cobret, fa sognare, altera la realtà, e gli effetti lasciano segni pesanti: distrugge polmoni, fegato, reni e circolazione Ha gli stessi sintomi dell’eroina, dall’abbassamento di tono al rilassamento del battito cardiaco. Da un senso di appagamento interiore, costa poco, ed è una di quelle droghe “facili”, quali l’ecstasy e il crack, che per lungo tempo non hanno destato preoccupazione e che invece hanno portano centinaia di assuntori a bussare alle porte delle comunità di recupero per tossicodipendenti. Ora del Cobret si parla anche nella Capitale.
II ministero dell’Interno minimizza, così come fanno i volontari del settore, mentre dal dicastero della Sanità arrivano conferme. Gli operatori del Drogatel, il numero verde contro le tossicodipendenze (167-016600), sottolineano come le chiamate stiano crescendo. “Abbiamo in cura diverse persone – spiegano – La droga è apparsa a Napoli qualche anno fa, ma ormai si sta diffondendo ovunque, a Roma e nelle altre metropoli. è uno sdoganamento dell’eroina, una sorta di metodo per rinnovare la micidiale polvere bianca ed è molto pericolosa perché procura immediata assuefazione”.
Dal fronte investigativo il cocktail micidiale è poco conosciuto. Il cobret – chiariscono – nasce come una droga povera nei quartieri degradati di Napoli. Generalmente viene usata per procurare nuovi adepti. Gli spacciatori, sembrano non ritenerla economicamente conveniente. La tagliano con il fard, il cosmetico usato per colorare le guance, e questo elemento non fa che rendere il “prodotto finito” ancora più pericoloso.
Sono i tossicodipendenti più disperati a farne uso, ma anche i giovani che ci si avvicinano con meno timore. Cercano sballo e con il cobret lo trovano. “Se esiste un mercato del genere? – risponde Nicolo D’Angelo, capo della squadra mobile – non mi sembra. C’è stato un incremento di tutte le nuove sostanze, soprattutto di quelle sintetiche, come l’ecstasy e dei derivati delle anfetamine.
Le pasticche hanno effetti euforizzanti e un costo di produzione limitato. Una pillolina costa un quarto di Euro, che sono poche lire, quindi possono comprarla tutti. Altre sostanze stupefacenti ci è capitato di trovarle in alcune comunità straniere. Si tratta perlopiù di sostanze vegetali, come la cannabis, ma che hanno effetti limitati”.
Dalle Filippine è sbarcata nella capitale un’anfetamina, lo Shaboo. Veniva usata dai kamikaze durante la seconda guerra mondiale. Fa cadere ogni barriera di inibizione, regala un senso di potenza; che dura anche 36 ore, o è il crollo totale. La polizia ne ha sequestrata in città quasi mezzo chilo. Si fuma con il narghilè, oppure si scaldano i cristalli e poi si inala la polvere. Una dose costa 40 mila lire. “Tutte droghe che sono più da tossicodipendente che non da spacciatore – sottolinea Massimo Barra, direttore di Villa Maraini -.
II cobret, poi, è una forma degradata di oppiacei, ed è comunque eroina. Qui da noi ci sono persone in cura per assunzione di questa sostanza, anche se credo poco al fatto che possa essere contagiata dalle mode. Finora non ci sono stati casi di mortalità, la droga da comunque assuefazione e bisogna fare attenzione perché procura danni seri”.