Gli operatori del settore non sembrano avere dubbi: l’ estate è il periodo più ”mortale” per i tossicodipendenti. anche per questa stagione estiva – afferma Massimo Barra, il medico che dirige la comunità di Villa Maraini, una delle prime strutture pubbliche per tossicodipendenti sorte in Italia, per iniziativa della Croce Rossa e del Comune di Roma – i primi indizi ci sono tutti. “La cronaca giornalistica ormai confina nelle ”brevi” le morti per overdose che in estate, nelle grandi città come Roma, sono un rituale quotidiano, in special modo precisa Barra, ad agosto”.
“Il mese dell’ esodo di massa è ancora addivenire ed è forse utile fare – secondo Barra – un duplice appello, uno doverosamente ideale e l’ altro tutto pragmatico partendo però dall’ indispensabile conoscenza del fenomeno”. Innanzitutto va ricordato che i “problemi psicologici di chiunque, ed in particolare quindi dei tossicodipendenti, raggiungono delle punte esplosive, proprio nei giorni di festa, o meglio nei giorni in cui, gli altri, i ”normali”, vivono esplicitamente dei momenti lucidi, gioiosi”. Per questo motivo nascono ”i consumatori del fine settimana ed aumenta in estate per chi rimane in città, la voglia di ‘sballarsi’” che si accompagna alla perdita dei residui punti di riferimento affettivi e di quelli terapeutici. con gli amici ”è forse proprio fra di loro, partono anche gli spacciatori abituali che – afferma Barra – lo hanno abituato ad un tipo di qualità e di quantità dello stupefacente.
Da quel momento in poi il rischio di ”rimanerci” – prosegue Barra – per il tossicodipendente si raddoppia perché se è vero, come è vero, che in qualsiasi momento dell’ anno, ogniqualvolta che si inietta una sostanza di cui non conosce mai esattamente la composizione e la concentrazione, il consumatore non può essere certo delle conseguenze, è ovvio che quando il fornitore è occasionale i pericoli si moltiplicano”. e non si moltiplicano, “contrariamente a quanto viene comunemente detto, perché lo spacciatore occasionale vende ‘roba’ cattiva, tagliata male, bensì – prosegue Barra – per la ragione opposta e cioè per il fatto che il venditore per conquistarsi il nuovo cliente ha tutto l’interesse di dargli, almeno quella prima volta, uno stupefacente quanto più puro possibile e quasi sempre in quantità diversa da quella cui il tossicodipendente era abituato”.
“Il rischio dell’ overdose aumenta quindi – dice Barra – in maniera sensibile e il tossico dovrebbe – è questo il primo appello – cogliere l’ occasione per tentare di uscire dalla dipendenza affidandosi magari ad una comunità”. non è solo – afferma Barra – una apologia delle buone intenzioni perché come dimostra la nostra esperienza, e quelle di altri, venire fuori dalla dipendenza è possibile.
Qualora invece il tossicodipendente decida – aggiunge Barra – di rimanere tale dovrebbe almeno prendere delle precauzioni per diminuire i rischi. Per prima cosa è importante – secondo Barra – portarsi sempre appresso una fiala di narcan, il farmaco salvavita che annulla, se iniettato in tempo, l’ effetto del collasso. I margini di sicurezza aumentano “se al momento di ‘farsi’ si è accompagnati da un compagno di sventura, che saprà fare immediatamente l’ iniezione per endovena”. Anche chi “per ragioni professionali (medico, infermiere) e personali (parenti di malati) è capace di fare una iniezione dovrebbe, di fronte ad un tossico in evidente stato di collasso, recarsi alla più vicina farmacia, comprare il farmaco e iniettarlo: è molto più efficace che limitarsi al trasporto in ospedale”.
Inoltre il tossicodipendente deve iniettarsi – ecco la seconda precauzione consigliata da Barra – la sostanza comprata dallo spacciatore occasionale in due tempi diversi, per provare con il primo gli effetti. Una precauzione di questo tipo “diventa addirittura obbligatorio per il tossicodipendente che tornato dalle vacanze, dove per varie ragioni ha tentato di non ‘farsi’ o non ne ha avuto la possibilità, ha perso anche lo scudo dell’assuefazione”. “Mi rendo conto – conclude Barra – che questi ultimi consigli potranno urtare la sensibilità dei benpensanti ma va fatta qualsiasi cosa per evitare la puntuale strage agostana”.