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Interventi · 2 Luglio 1984

I volontari della Croce Rossa si rivolgono al Capo dello Stato

Da: Il Tempo — 2 Luglio 1984 · IT

Al V Congresso nazionale, gli oltre ventimila V.d.S. italiani chiedono la sollecita entrata in vigore del nuovo statuto previsto dalla legge

Sono venuti in più di quattrocento per discutere la nuova struttura della CRI, struttura appunto prevista come conseguenza della legge di riforma sanitaria ed alla quale, nonostante le previsioni degli organi statutari, il Ministro della Sanità sembra avere imposto sonni tranquilli.

Quattrocento delegati da tutta Italia in rappresentanza del Corpo nazionale dei Volontari del Soccorso, che è uno dei bracci più operativi della CRI. Così, in parallelo allo studio e alla discussione delle relazioni approntate dalle commissioni costituite dagli stessi convegnisti su temi articolati, si sono sviluppate le polemiche e tutte le insofferenze di coloro che in prima persona realizzano gli scopi etici e programmatici della CRI.

Argomento fondamentale del rinnovamento è il nuovo statuto che trasformerà l’attuale fisionomia di ente parastatale in associazione privata, proprio come negli altri Paesi e secondo lo spirito dei principi della Croce Rossa. In termini piuttosto accesi i Volontari del soccorso contestano gli strani ritardi dovuti, essi sostengono, alla resistenza che verrebbe opposta dalla burocrazia al fine di evitare la conseguente estromissione dei partiti politici nell’indicare i vertici dell’organizzazione.

Con il nuovo statuto infatti l’elezione democratica degli aderenti alla CRI sarà l’unico metodo adottato per indicare tutti i componenti degli organismi alla guida della benefica istituzione.

“Neanche ad un Ministro può essere consentito di non applicare la legge dello Stato”, ha decisamente affermato il dott. Massimo Barra, ispettore nazionale dei Volontari, forte anche del contenuto di una diplomatica lettera che in termini cortesi ha sollecitato il Presidente del Consiglio a regolarizzare l’iter di riforma della CRI. La lettera è di Alexandre Hay, presidente del Comitato internazionale di Ginevra, desideroso di vedere la CRI “presto tutelata da uno statuto conforme ai principi fondamentali della Croce Rossa”.

Il fatto è che i ventitremila Volontari del soccorso italiano, i quali prestano la loro opera – è opportuno rammentarlo – a titolo gratuito, vogliono offrire sollecitamente alla collettività nazionale l’immagine autentica di una Croce Rossa “autonoma, ausiliaria dei pubblici poteri, privata” e dunque in sintonia con Ginevra e con le società consorelle di tutto il mondo.

C’è da aggiungere pure che a nome dei partecipanti il dott. Barra, telegraficamente, ha chiesto udienza al Presidente della Repubblica, il quale ha dato il suo alto patronato al congresso, sollecitandone rispettosamente anche l’intervento al fine di ottenere il rispetto della legge da parte del ministro Degan il quale, a sua volta, si è visto recapitare un altro telegramma dallo stesso Barra con l’invito a procedere con “rapidità e fermezza” per l’entrata in vigore del nuovo statuto della CRI.

Tra i massimi esponenti delle componenti volontaristiche hanno partecipato Maria Pia Fanfani, presidente del Comitato nazionale femminile, Mila Brachetti Peretti, segretaria generale delle infermiere volontarie e poi l’avv. Ciantelli, vice commissario straordinario della CRI, Donatella Dentice di Frasso della Commissione per il volontariato al Ministero della Protezione Civile e il dott. Enzo Gallitto capo divisione del Ministero dell’Interno.

Il saluto ai convegnisti per conto dei Volontari siciliani particolarmente attivi e più volte impegnati anche per calamità naturali, è stato portato dall’Ispettore regionale Marcello Giuffrida. Parecchi gli argomenti delle commissioni di studio all’esame dell’assemblea, tutti secondo la visuale organica di un domani della CRI che si vuole, da parte di questi giovani, divenga subito un oggi per il bene della collettività.

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