Da: “Il Tempo” del 4 gennaio 1994
La fondazione non ha più soldi. E il Campidoglio blocca i finanziamenti erogati da Palazzo Chigi
VILLA MARAINI è al collasso. In cassa non c’è una lira e Massimo Barra, fondatore della struttura di assistenza ai tossicodipendenti, minaccia di togliere dalla circolazione il camper che il presidente della Repubblica aveva portato ad esempio di dedizione per la cura dei drogati nel messaggio di fine anno. L’unità mobile, che sosta di notte davanti alla stazione Termini dal 25 marzo del 1992, è composta di medici ed ex tossicodipendenti che offrono i servizi riassunti nella tabella.
Gli operatori rischiano di restare senza stipendio sebbene, secondo la ricostruzione di Massimo Barra che è anche assessore provinciale, i soldi che servono a spravvivere sono disponibili dal 27 luglio del 1992. Barra mostra la fotocopia della Gazzetta ufficiale che racconta dei settecento milioni stanziati per l’unità di strada e poi si acciglia: “So perfettamente perchè quel danaro si e bloccato. Se la presidenza del Consiglio l’avesse erogato alla Fondazione non ci sarebbero stati problemi.
Il guaio è che, per legge, deve passare dal Campidoglio e il Comune, dopo un anno e cinque mesi, non si e ancora deciso a dare il placet nemmeno per i 150 milioni stanziati a sostegno del Telefono In Aiuto”, un altro mezzo di efficace sostegno ai tossicodipendenti. Di chi e la colpa? Barra è convinto che sia di quei funzionari dell’ex assessorato alla Sanità e ai servizi sociali che lavoravano d’amore e d’accordo con l’ex assessore Azzaro e che oggi hanno paura di dar corso ad una pratica legale.
Un’ accusa durissima che l’assessore provinciale lancia in attesa di incontrare il sindaco al quale ha scritto un telegramma: “Operatori Villa Maraini senza stipendio per Natale – già scriveva Barra il 15 dicembre – causa intollerabili ritardi et ostilità funzionari VIII Ripartizione. Invoco tuo intervento”.
“Rutelli non mi ha risposto – continua il fondatore di Villa Maraini – e nemmeno il neo assessore Piva che pure ho cercato due volte”. Ma l’elenco di chi ignora Villa Maraini, il camper e l’opera a servizio dei tossicodipendenti è lungo e comprende anche l’assessore regionale e il presidente dell’Ordine dei medici ai quali Barra ha offerto la disponibilità della Provincia per tenere corsi di formazione dei medici destinati ai Sert e ai Sat, i servizi pubblici di assistenza ai drogati.
“Anche qui il silenzio – conclude Barra – Una strada che per ultima è stata scelta dall’amministratore della Usl Rm 10, D’Elia. La Fondazione ospita gratuitamente una sezione del Sert male organizzata con medici trimestrali che non hanno alcuna competenza specifica.
Ho chiesto a D’Elia di incontrarci per chiarire definitivamente i nostri ruoli e le nostre posizioni, ma anche la seconda lettera che ho scritto è rimasta senza risposta. Non mi resta che abbandonare. Nemmeno le banche mi danno più credito: il Monte dei Paschi di Siena, a cui ho chiesto 50 milioni per pagare gli stipendi, vuole una fidejussione sui miei beni. La mia ultima speranza è Rutelli che ho incontrato durante la campagna elettorale. Mi era sembrato un tipo sensibile”.