Il Comune non rinnova la convenzione alcentro per il recupero dei tossicodipendenti
Critiche alla decisione dell’assessore Azzaro.
La cooperativa cura 250 ragazzi. Gli operatori lavorano senza stipendio
Dal 31 marzo dell’anno scorso l’unica comunità pubblica per tossicodipendenti non riceve più una lira dal Comune. Villa Maraini, dove sono in cura 250 ragazzi che faticosamente cercano di uscire dal tunnel della droga, rischia il collasso perché l’assessore ai Servizi sociali Giovanni Azzaro non ha rinnovato la convenzione con il servizio. I tredici operatori della cooperativa si sono fidati delle proroghe concesse di mese in mese, ma da gennaio lavorano senza stipendio.
E l’altro giorno è arrivata l’ultima doccia fredda: Azzaro ha presentato in commissione Sanità una proposta per affidare il servizio del “Telefono in aiuto”, che funziona all’interno di Villa Maraini, a un’altra cooperativa, la “Logos Ricerche”, che avrebbe il punteggio necessario per aggiudicarsi il bando di concorso. Sulla questione l’onorevole Mariella Gramaglia della Sinistra indipendente ha presentato un’interrogazione parlamentare.
“E’ un tentativo per far chiudere le attività messe in piedi dagli operatori di Villa Maraini – denuncia il consigliere del Pds Augusto Battaglia – a questo punto è il sindaco Carraro che deve opporsi a questo disegno che mira a smantellare i servizi pubblici di cura per i tossicodipendenti.
Ci risulta infatti che Azzaro non abbia neppure rinnovato la convenzione con la comunità di recupero di Massimina”. Non solo i consiglieri dell’opposizione sono contrari alle proposte di Azzaro. Anche i socialisti promettono battaglia.
“Le cose che funzionano vanno lasciate in pace e anzi aiutate – sostiene senza mezzi termini il presidente della commissione sanità del Comune, il socialista Renato Masini – Villa Maraini assolve egregiamente al proprio compito. E’ una struttura che va potenziata, altro che revocare la convenzione. E’ vergognoso aver lasciato senza fondi le nostre comunità terapeutiche. Ho dovuto muovermi di persona affinché la cooperativa “Il Cammino” venisse pagata.
Non capisco perché l’assessore Azzaro voglia cambiare sistema con la scusa di nuove sperimentazioni”. Nell’attesa delle decisioni del Campidoglio Villa Maraini continua a lavorare. Va avanti il Progetto Carcere per assistere i tossicomani in prigione così come squilla senza sosta il “Telefono in aiuto”. Negli ultimi mesi gli operatori si sono accontentati di acconti sullo stipendio, facendo ricorso al fondo faticosamente messo in piedi dalla Fondazione Maraini: cento milioni svaniti in un battibaleno.
Medici, psicologi e assistenti sociali continuano il proprio lavoro. Fuori, nel parco che circonda la villa, arrivano alla spicciolata i ragazzi in cura. Aspettano il loro turno per i gruppi di psicoterapia e per la somministrazione del naltrexone, una sostanza chimica che blocca gli effetti euforizzanti degli oppiacei e che viene prescritta per un anno.
“Abbiamo chiesto almeno dieci appuntamenti all’assessore Azzaro – racconta il dottor Massimo Barra, volontario della Croce Rossa da quando aveva otto anni, uno dei fondatori di Villa Maraini – perché volevamo conoscerlo, poi perché ci sarebbe piaciuto sapere le sue intenzioni a nostro riguardo. Non ci ha mai ricevuto. Dall’assessorato sono solo arrivati una serie di fonogrammi che laconicamente ci invitavano ad andare avanti in attesa di provvedimenti.
Ora sembra che qualcuno abbia deciso di passare ad altri le nostre competenze, “scippandoci” perfino l’idea del “Telefono in aiuto”, che abbiamo creato dal nulla. Noi non ci spaventiamo. Ci basta avere certezze sul nostro futuro. Gli utenti non ci mancano. Le centinaia di famiglie disperate che si rivolgono a noi sono pronte a pagare di tasca propria pur di non far smantellare il servizio”.