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Interventi · 6 Settembre 1995

Tossicodipendenza: Urod, Barra e Cancrini

Da: ANSA — 6 Settembre 1995 · IT

“Dopo l’ elettrochoc e la cura del sonno arriva il ‘miracolo’ della disintossicazione in anestesia, e mentre gli operatori di Villa Maraini lottano per salvare i tossicodipendenti dall’ overdose, altri speculano sulla disperazione delle famiglie”. Ad affermarlo è Massimo Barra, direttore della comunità romana Villa Maraini che sul “miraggio Urod” terrà domani una conferenza stampa con i responsabili della “Società italiana tossicodipendenze”.

Commentando la decisione del ministro Guzzanti di sospendere l’ applicazione del metodo, in attesa di maggiori garanzie scientifiche, Barra ha detto: “verrà tirato fuori ora il clichè della scienza ufficiale che non capisce il nuovo, ma di nuovo in questo metodo mi pare ci sia assai poco. Non si capisce, infatti perché fa bene usare il Naltrexone dopo la disintossicazione e non, come si fa da sempre, a dieci giorni dall’ ultimo buco”. “E’ comunque importante ricordare che – conclude – smettere è facile, più difficile è non ricominciare”. Per lo psichiatra Luigi Cancrini, che da anni lavora al recupero dei tossicodipendenti, “il metodo Urod, suggestivo e molto costoso, è la scoperta dell’ acqua calda. Ma quando qualcuno vende acqua calda ad un prezzo così alto commette una truffa”.

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