Da: “ANSA” – Roma, 11 novembre 1987
Per Massimo Barra, della comunità romana Villa Maraini, “l’Italia è all’avanguardia nell’analisi del fenomeno e nelle terapie, tant’è che le esportiamo”. A suo giudizio ciò che non funziona sono i servizi pubblici dove operano “giovani medici inesperti e demotivati”.
Barra ha portato anche una drammatica testimonianza sul volto dei “nuovi tossicodipendenti” e sul legame tra droga e aids: “qualche giorno fa – ha raccontato – un ragazzo mi ha detto che si era appena bucato con la siringa usata in precedenza da una sieropositiva. gli ho chiesto perché l’ha fatto. Mi ha risposto che non gli piace bucarsi da solo. Naturalmente sapeva cosa rischiava”.
Una speranza è stata data dal rappresentante della comunità “Incontro” che ha raccontato di un ragazzo risultato sieropositivo a cinque test il quale dopo due anni di lontananza dalla droga e da rapporti sessuali promiscui, a due nuovi test è risultato negativo.
Tutti d’accordo gli operatori sulla necessità di non isolare tossicodipendenti sieropositivi o malati: al rifiuto della società – è stato detto – rispondono continuando a ”bucarsi” con evidenti rischi per tutti. la comunità “Incontro” ha anche colto l’occasione del dibattito di oggi per annunciare che sta aprendo un centro per malati terminali di aids vicino Roma.