Vanessa Russo era stata in cura “più volte” a Villa Maraini, la comunità per tossicodipendenti. A raccontarlo è Massimo Barra, presidente della Croce Rossa Italiana e fondatore della comunità romana. Il direttore sanitario della struttura, come riferisce Barra, è stato ascoltato dagli inquirenti. Ma “il fatto che la ragazza assumesse il metadone – dice il presidente della Croce Rossa – è del tutto ininfluente in questa brutta storia”.
I tossicodipendenti, aggiunge “non sono untori e non vanno strumentalizzati. Che Vanessa Russo assumesse il metadone è del tutto ininfluente”. Barra segnala però che c’è, invece, “un’atteggiamento preoccupante verso coloro che usano sostanze stupefacenti. Nei loro confronti c’è una sorta di strumentalizzazione, come fossero degli untori. Un modo di fare, ormai è appurato, che aumenta la discriminazione. Noi che ci battiamo contro questi comportamenti, sappiamo che più che le sostanze uccidono le discriminazioni. La prima terapia – conclude Barra – è la non esclusione”.