Da: “ANSA” – Roma, 24 aprile 2006
La Croce rossa italiana vuole accertare che “il trattamento del detenuto Provenzano sia rispettoso dei diritti umani”. E, per questo, nei prossimi giorni il presidente della Cri dell’Umbria si recherà nel carcere di Terni dove è rinchiuso il capomafia arrestato l’11 aprile scorso. Lo stesso carcere dove oggi, per la prima volta, la compagna e i due figli del boss hanno potuto parlarci da dietro un vetro, mentre a Corleone la polizia è tornata al lavoro attorno al covo, svuotando la masseria e preparandosi a scavare all’interno.
UN CUGINO DAGLI USA, PREOCCUPATO PER BERNARDO
A sollecitare l’intervento della Cri è stato Francesco Provenzano, che si è qualificato come ‘cugino’ del boss. Dagli Usa, dove si sarebbe trasferito da Corleone quando era bambino, l’uomo ha telefonato a Massimo Barra, presidente nazionale della Croce Rossa, al quale ha poi spedito una e-mail: “Bernardo – ha scritto il ‘cugino’ – ha 73 anni ed è in condizioni fisiche preoccupanti. Come tutti gli esseri umani dovrebbe essere trattato con dignità e cure mediche. Temo che possa anche perdere la vita nel corso del processo”.
LA CRI, TRATTAMENTO SIA RISPETTOSO
Barra ha commentato la lettera affermando che “tutti i detenuti hanno il diritto ad un trattamento umano e non degradante” e che intende “rivolgersi alle autorità affinché il trattamento del detenuto Provengano sia rispettoso dei diritti umani”. Ha quindi incaricato il presidente regionale della Cri dell’Umbria, Dante Siena, di recarsi presso il carcere di Terni per “presentare queste istanze alle autorità competenti”. Lo stesso Siena ha spiegato che si metterà in contatto “nelle prossime ore” con la direzione del carcere. Sarà una visita, tiene a ribadire il dirigente Cri, “che rientra nell’ ambito delle normali attività che la Croce rossa svolge all’ interno delle carceri italiane. Servirà a ribadire principi universali di rispetto per ogni cittadino che si trova a vivere le condizioni di recluso: una visita come tante altre, senza particolari riferimenti alle condizioni di un singolo recluso”…