Da: “la Repubblica” Ed. Bari del 27 aprile 2008
Il presidente nazionale: chi ha sbagliato, pagherà
Non nasconde la sua rabbia, Massimo Barra, presidente nazionale della Croce Rossa per la notizia del ritrovamento nel magazzino dell’autoparco dell’organizzazione a Bari di quattordici tonnellate di pasta avariata. «Qualora – spiega – queste indiscrezioni di stampa venissero confermate, allora è chiaro, questa sarebbe una colpa grave, inaccettabile». Sul caso la procura di Bari ha aperto un’inchiesta. E anche dal comitato regionale della Croce Rossa hanno annunciato l’avvio di un’indagine interna. Una linea condivisa da Massimo Barra che però rilancia. «Mi auguro che vengano adottati provvedimenti disciplinari nei confronti di chi ha sbagliato.
Una cosa mi sembra certa: quello che è successo è frutto di sciatteria, sicuramente non di dolo». Gli agenti del commissariato di Carrassi hanno scoperto le confezioni di pasta scaduta dopo una segnalazione anonima. «Questa notizia desta molta preoccupazione, perché quello del cibo costituisce uno dei problemi più gravi a livello mondiale. Sapere che per incuria tonnellate di pasta sono state lasciate in un magazzino senza essere distribuite suscita rabbia. E’ una cosa sgradevole che ci dispiace, anche se è necessario precisare si tratta di un’eccezione – dice Barra – Non bisogna però dimenticare che la Croce Rossa distribuisce tonnellate e tonnellate di prodotti alimentari.
Del resto se non fosse cosi non avremmo il sostegno di migliaia di cittadini». Il caso Bari la prossima settimana sarà al centro del consiglio direttivo del comitato provincia le della Croce Rossa. «E’ probabile che la merce sia rimasta nel deposito perché gli enti ai quali era destinata per un motivo o un altro non sono passati a ritirarla» spiegano dalla sede barese del l’organizzazione. Gli agenti del commissariato, nei prossimi giorni, faranno il punto sull’attività investigativa.
Negli uffici del comitato provinciale della Croce Rossa nei giorni scorsi, la polizia ha acquisito altra documentazione. I filoni dell’indagine, affidata al magistrato Roberto Rossi, sono almeno tre. C’è quello principale della pasta scaduta, ritrovata nel magazzino dell’autoparco. Doveva essere distribuita, donata in beneficenza e invece, forse per due anni, è rimasta nel deposito. Ora è necessario capire chi, al comitato provinciale dell’organizzazione, doveva coordinare la distribuzione dei prodotti alimentari. Ma nell’inchiesta del pm Rossi ci sono anche gli accertamenti, disposti per verificare se, come denunciato nell’esposto, qualcuno tra il personale della croce Rossa utilizzi i mezzi non solo per ragioni di servizio ma anche per spostamenti privati. Il terzo filone di indagine riguarda invece un presunto giro di fatture gonfiate.
Nel magazzino dell’autoparco sono custoditi numerosi capi di abbigliamento ceduti non solo da privati ma anche da imprese che sulla merce destinata alla beneficenza usufruiscono di sgravi fiscali. Sulle fatture, ma è solo un sospetto, sarebbe stato riportato un valore degli articoli ceduti alla Croce Rossa superiore a quello reale. Un’ipotesi che gli agenti del commissariato di Carrassi stanno cercando di verificare.