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Interventi · 2 Febbraio 1999

Overdose, gennaio di sangue un cadavere ogni due giorni

Da: la Repubblica — 2 Febbraio 1999 · IT

Da: “la Repubblica” di martedì 2 febbraio 1999

Massimo Barra, di Villa Maraini: “Forse è una partita di eroina troppo pura”

Un morto ogni due giorni. L’ultimo lo hanno trovato con la siringa ancora infilata nel braccio, domenica sera, in un gabinetto della stazione. Una strage. Alle 15 vittime dell’eroina del mese di gennaio vanno aggiunti i 25 salvataggi “in extremis” della fondazione “Villa Maraini” e il bilancio complessivo di questo inizio del 1999 è da allarme rosso. Sarà il freddo, che rende il fisico indebolito dei tossicomani ancora più vulnerabile agli effetti di una “pera”, sarà una partita di droga troppo pulita e, di conseguenza, micidiale, fatto sta che la situazione, secondo gli esperti, è drammatica.

“Il periodo più buio degli ultimi vent’anni” lo definisce Massimo Barra, direttore di Villa Maraini, un personaggio tutt’altro che facile agli allarmismi “la crisi è iniziata il giorno di Natale, quando una nostra unità mobile ha salvato un transessuale a Tor Bella Monaca e da allora l’escalation non si è più fermata. Due delle vittime avevano ancora metà della siringa piena infilata nel braccio, segno che l’effetto era stato fulminante.

E bisogna ricordare che basta mezzo chilo di eroina troppo pura per creare oltre cinquemila situazioni di rischio letale”. Sono circa 25 mila gli eroinomani romani. L’età media si va alzando, dai 25 ai 30-40 anni. “Molti arrivano alle pere dopo anni di cocaina” spiega Germana Cesarani, presidente di Magliana 80, un’altra delle strutture antidroga più attive a Roma “e solo quando cominciano a bucarsi si presentano ai servizi. I morti di questi ultimi giorni” aggiunge Cesarani “appartenevano quasi tutti alla fascia dei più disperati, con anni e anni di eroina alle spalle, senza un progetto di vita o una prospettiva di riabilitazione.

Ne conoscevo, personalmente, tre. Uno è stato trovato con le scarpe rosicchiate dai topi, sotto un ponte”. La novità di quest’ultimo periodo, secondo la presidente di “Magliana 80″, è la cocaina a prezzi stracciati, soprattutto nelle zone del Centro. O i ragazzi che si iniettano l’”ero” come calmante per attenuare gli effetti dell’Lsd. Il periodo più freddo e quello più caldo dell’estate sono, tradizionalmente, le fasce di maggior rischio per i tossicomani, visto che gli sbalzi climatici, le in-fluenze e i raffreddori sono una minaccia letale per organismi già provati dalla denutrizione, dalle infezioni e, spesso, dal virus Hiv.

Ad agosto, spesso, si registra un brusco incremento delle vittime perché gli spacciatori vanno in vacanza, come tutti e i tossici sono costretti a cambiare fornitore. Il nuovo “pusher” tenta di agganciare il cliente e di tenerselo vendendogli uno “schizzo” più pulito, con un maggior quoziente di principio attivo che provoca l’overdose. Contrariamente a quanto si crede, infatti, non sono i tagli, per quanto immondi, a uccidere i tossici ma, al contrario, l’eccessiva purezza della “roba”.

Quella dell’eroina mischiata con stricnina è solo una vecchia leggenda metropolitana. Che fare? Fermare la strage non è impossibile: basta avere a portata di mano un farmaco d’uso corrente il cui nome scientifico è Naloxone. E’ un antagonista dell’eroina che blocca immediatamente gli effetti dell’overdose, non ha controindicazioni e soprattutto non può essere iniettato se non come terapia visto che, a differenza del metadone, non ha alcun effetto “piacevole” per i tossicodipendenti.

“Abbiamo intensificato la distribuzione del farmaco, sia ai soggetti a rischio che alle nostre unità di emergenza” dice ancora Barra “ma a questo punto ci viene il dubbio che il Naloxone non sia disponibile su tutte le ambulanze o che, forse, il personale paramedico non sia stato istruito a somministrarlo. Le fiale possono essere iniettate sia in endovena che per intramuscolare e basta intervenire quando il paziente è ancora vivo per essere sicuri di salvarlo.

Non solo: se per caso non si tratta di un’overdose da eroina, il Naloxone non ha alcun effetto collaterale, quindi può essere utilizzato senza paura”. Il presidente di “Villa Maraini” ricorda il numero di telefono dell’Unità di emergenza, diretta dal dottor Ettore Rossi, che risponde 24 ore al giorno: 06/55.87.777. L’associazione ha anche organizzato un pattugliamento di venti postazioni mobili nelle zone di maggior rischio, quelle, cioè, dove i tossicomani vanno a bucarsi.

“Il nostro camper alla stazione Termini contatta oltre cento persone per notte” aggiunge Barra “specialmente in questo periodo di freddo intenso. I volontari distribuiscono anche bicchierini di tè bollente ma sembra quasi ridicolo se poi, sulle ambulanze che intervengono per le overdosi, mancano i medicinali salvavita”.

La media dei decessi per overdose, ogni mese, oscilla tra i 7 e gli 8 morti. Gli sbalzi sono tutt’altro che infrequenti: agli 83 decessi del 1998 fanno riscontro i 131 del ’97 e le cause delle stragi improvvise a volte sono incomprensibili. Il tragico bilancio delle morti bianche può alzarsi o abbassarsi all’improvviso per una partita assassina, per un’epidemia di influenza che agisce da fattore collaterale o per una semplice fatalità. L’essenziale, come ricordano gli addetti ai lavori, è essere sempre preparati al peggio.

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