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Interventi · 12 Maggio 2004

Orrore e sevizie nelle celle di Nassiriya

Da: l’Unità — 12 Maggio 2004 · IT

(…omissis) La Croce rossa italiana nega da parte sua non solo di essere stata coinvolta nelle ispezioni del Cicr (la Croce rossa internazionale), ma anche di esserne stata informata. Lo spiega Massimo Barra, che da poco è stato eletto vicepresidente della Federazione internazionale della Croce Rossa (la Cicr interviene nei paesi in guerra, la Federazione in situazioni di emergenza non bellica): «Escludo che le squadre impegnate nelle visite ai luoghi di prigionia iracheni includessero dei nostri connazionali, per il semplice fatto che la Cicr è per statuto composta quasi unicamente di cittadini elvetici.

Solo da poco tra i delegati incaricati delle ispezioni è stato ammesso un limitato numero di non svizzeri. Nessun italiano comunque. Aggiungo che la Cicr non informa mai sulle proprie attività le organizzazioni nazionali affiliate. I rapporti sui controlli nelle carceri viene fatto alle autorità dei paesi che gestiscono le carceri stesse». Nel caso specifico Usa, Gran Bretagna, Spagna. Barra non si pronuncia sull’eventualità che il governo italiano abbia ricevuto informazioni sulle torture (anche se ritiene «verosimile» che ciò non sia avvenuto). «Se ha saputo qualcosa, non è stato dalla Croce rossa».

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