Da: “Rotary Magazine” Periodico Distretto 2080 R.I. Anno I – N. 1 settembre 2008
Il Presidente della Croce Rossa Italiana entusiasta della collaborazione con il Distretto 2080 R.I.
Il Dott. Massimo Barra è il Presidente della Croce Rossa Italia dal dicembre del 2005. La Croce Rossa Internazionale ha più di cento anni di storia, più di cento anni di solidarietà, di sacrificio, di abnegazione, più di cento anni al servizio dell’Umanità. Dapprima volta al soccorso dei feriti in guerra, la Croce Rossa è oggi la più importante associazione umanitaria. Per la diversità delle azioni che sviluppa nel campo del soccorso, della salute e della solidarietà testimonia uno spirito all’avanguardia nella lotta a tutte le forme di sofferenza. Il Rotary ha lanciato una campagna per insegnare a chi è tutti i giorni in contatto con i bambini a porre in essere manovre che disostruiscono le vie aeree dei piccoli che troppo spesso muoiono per soffocamento. Un progetto che vede CRI e Rotary fianco a fianco; “Paul” su tale collaborazione e su altro ancora ha intervistato il Dott. Massimo Barra.
Quanto conta nell’azione svolta dalla CRI la collaborazione con associazioni come il Rotary?
In tempi di, globalizzazione nessuno può pensare di agire in solitudine, neanche la Croce Rossa Internazionale che non è una Onlus ma svolge un importantissimo ruolo di mediazione tra i governi e le organizzazione umanitarie. Il Rotary è un’organizzazione prestigiosa da cui partono progetti innovativi e risolutivi che siamo entusiasti di condividere.
In che modo la Croce Rossa Italiana interviene?
Aderiscono alla struttura che dirigo più di 200.000 volontari, abbiamo 5700 dipendenti, 10000 automezzi, energie e strumenti che impieghiamo su tutto il territorio nazionale compiendo milioni di interventi di soccorso con l’obiettivo di ridurre al massimo la sofferenza umana.
Come operare per limitare la mortalità infantile? Quali sono i progetti su cui state insistendo particolarmente?
La Croce Rossa Internazionale ha portato avanti in questi anni una campagna mondiale contro il morbillo, una malattia che grazie a questa azione è diminuita drammaticamente. Provvediamo all’ assistenza domiciliare ai malati di TBC, provvediamo con il programma Prime Health Care all’assistenza grazie a personale altamente specializzato agli ex prigionieri, ai malati, alle persone povere e vulnerabili, agli anziani, insegniamo le tecniche di primo soccorso…
Che Paese è l’Italia rispetto alle tematiche da Lei affrontate in qualità di Presidente CRI, generoso, sensibile, partecipativo?
C’è un incredibile fermento nel mondo del volontariato, una formidabile voglia di fare, di lavorare di rendersi utili, e questo è vero su tutto il territorio nazionale. Questa energia che probabilmente è il vero collante del Paese a volte rischia di diventare di intralcio ad azioni di soccorso. Ad esempio in occasioni di alluvioni o terremoti a volte ha costituito una complicazione l’arrivo di masse di volontari.
Cosa si potrebbe o dovrebbe fare di più per migliorare?
Bisognerebbe superare gli egoismi di ciascun organismo, andare oltre le leadership di ciascuna organizzazione, troppo spesso problematiche di gestione del potere ostacolano azioni positive. C’è un’eccessiva frammentazione mondo delle Onlus. Cosa si potrebbe fare di più in Italia per promuovere e migliorare il livello della formazione professionale delle persone chiamate ad operare per progetti umanitari? Tutto ciò che si spende in formazione crea expertise, commitment, è un valore, va oltre il valore del fatto attuale. La Croce Rossa Italiana organizza migliaia di corsi di formazione, anche nei paesini più sperduti, cercando di creare quella cultura della professionalizzazione che è necessaria per operare per migliorare il Paese. Per questo ringrazio il Rotary che si sta impegnando con noi a formare il personale che girerà l’Italia per spiegare come si compiono le manovre di disostruzione grazie alle quali potremo salvare tanti tanti bambini.