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Interventi · 15 Ottobre 1994

Manager ammalate di cocaina

Da: Il Tempo — 15 Ottobre 1994 · IT

Da: “Il Tempo” – sabato 15 ottobre 1994

Indiscrezioni da Aquisgrana: 150 donne in cura disintossicante, ma Barra non ci crede

LA NOTIZIA, se confermata, è di quelle che faranno discutere. Arriva in redazione nel primo pomeriggio. Un singolo, breve “lancio” dellÕAgenzia Italia che riguarda la chiusura dei lavori d’un convegno sulla droga ad Aquisgrana. Un incontro internazionale sulla “prevenzione” della tossicodipendenza che, altrimenti, sarebbe passato quasi del tutto inosservato.

Eccola: in una comunità terapeutica romana la bellezza di 150 manager, per lo più di sesso femminile, seguono da qualche tempo un programma di recupero per liberarsi dalla schiavitù della cocaina. Una sostanza bianca come la neve (e costosissima) che regala fiducia in se stessi, poche ore d’intensa energia fisica unita ad una sorprendente prontezza di riflessi e, soprattutto, lampi di estrema lucidità ed efficienza cerebrale.

Uno stupefacente assurto in passato a status symbol trasgressivo nella “buona società” e oggi consumato in gran quantità anche da chi vive nelle borgate della periferia (magari via endovena e non attraverso le narici). Il take dell’agenzia di stampa precisa poi che è stato richiesto il massimo riserbo sul nome della comunità, ma che i “centocinquanta tossicodipendenti in questione” seguono il programma riabilitativo da esterni, recandosi assiduamente in comunità per ricevere un supporto psicologico.

La maggior parte di loro, si ribadisce, sono “donne in carriera”. Tante manager in gonnella, insomma, che pur di salire velocemente i gradini della scala dirigenziale sono disposte ad affrontare l’inevitabile stress a colpi di “sniffate”, tirando su col naso lunghe strisce di venefica polverina bianca. Salvo poi “pentirsi” e decidere per la disintossicazione. Nella capitale, tuttavia, solo due comunità possono offrire questo tipo di assistenza.

Si tratta di Villa Maraini e del Ceis di don Picchi. Non è stato possibile rintracciare quest’ultimo. Ma il responsabile della prima struttura, Massimo Barra, è apparso molto scettico in merito all’autenticità della notizia. “Non so se il Ceis abbia la possibilitè di seguire ambulatorialmente centocinquanta pazienti. Noi non lo facciamo. A me pare, comunque, una bufala che serve unicamente a far parlare del convegno – ha spiegato – In realtà non esiste alcuna terapia specifica per disintossicarsi dalla cocaina.

Che a Roma sia pieno di gente che tira coca è risaputo, e non parlo solo di manager. Infatti, ormai questa sostanza ha oltrepassato certi steccati sociali ed economici e viene consumata negli ambienti più disparati. Non esiste, inoltre, un farmaco adatto allo scopo. E anche l’approccio squisitamente psicoterapeutico e non farmacologico rende indispensabili tempi lunghissimi e non assicura, rispetto alla potenza di questo stupefacente, alcun risultato positivo”.

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