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Interviste · 12 Ottobre 2002

Ma l’Unità di Strada dava fastidio: cacciata

Da: Il Messaggero — 12 Ottobre 2002 · IT

“Ma l’Unità di Strada dava fastidio: cacciata”

Da: “Il Messaggero” di sabato 12 ottobre 2002

Le minacce, con le catene in pugno e cani ringhiosi senza guinzaglio, i reticolati di filo spinato per isolare il camper, gli interventi del presidente dell’ottavo municipio per l’imbarazzante affollarsi di tossici attorno all’unità di strada di Villa Maraini sia pure defilata in località Pinetina, uscita 17 del raccordo anulare, sul ciglio di Torbellamonaca. E poi le lamentele degli abitanti più prossimi perché qualcuno si bucava in macchina, o su un prato spelacchiato. Disturbava, quel distribuire narcan, siringhe nuove e le parole di chi ci era passato, così davanti a tutti. Lo ricorda Massimo Barra, responsabile di Villa Maraini che ha dovuto ritirare il camper dal quartiere La famiglia che governava lo spaccio tra il crimine organizzato e quelle partite di droga così buona da uccidere ora è in galera. Dopo undici morti per overdose.

Massimo Barra, quando è andato via il camper di Villa Maraini da Torbellamonaca?

“A febbraio, dopo vicissitudini di ogni sorta. Date troppo nell’occhio, ci dicevano, I cittadini sono turbati da questo andirivieni. Assistevamo una media di duecento tossicomani al giorno, intervenendo su una media di due overdose a settimana. Avevamo perfino ottenuto che gran parte dei ragazzi ci riportasse la siringa usata. E che i soggetti più a rischio ci dicessero dove si rifugiavano per bucarsi, perché non vedendoli potessimo cercarli. Avevamo anche annotato che almeno la metà di chi si metteva in fila davanti al camper non abitava in zona ma in altri quartieri, o in provincia se non in altre regioni.

Era possibile distinguere il mercato dello spaccio e la diffusione del consumo nel quartiere?

“C’erano l’uno e l’altro, come dimostrano gli arresti di oggi e la massiccia richiesta di aiuto di ieri. Più una sorta di indotto, di economia illegale dalle mille sfumature, anche minime: quando chiudeva la farmacia, due anziane signore si mettevano poco distante a vendere siringhe. Mille lire l’una”.

Da febbraio in poi cosa è accaduto?

“C’è stata una serie di morti per overdose. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto: denunciato la nostra assenza, assistito chi arrivava in fondazione o all’unità di strada di Termini, lavorato con polizia e carabinieri che ci chiamano quando c’è una crisi di astinenza in camera di sicurezza e così arriva una nostra unità di emergenza. Ma ci sono voluti sei mesi per tornare a Torbellamonaca”.

Il camper è di nuovo alla Pinetina?

“No, è a largo Brambilla, dietro il mercato rionale. Ci è stato intimato il basso profilo: così invece del camper c’è una Land Rover, dalle 11 alle 14. Dai duecento “contatti” al giorno siamo scesi a trenta. Allora mi appello al sindaco Veltroni: prenda un’iniziativa magari impopolare, ci faccia tornare alla Pinetina dove tutti possono raggiungerci. La differenza è tra vite perse o salvate”

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