INTERVENTI | 2006
Da: “Il Secolo XIX” Roma 10 ottobre 2006
Perché un test sia considerato “serio” serve un campione rappresentativo, scelto in modo casuale. Ma senza pretese di scientificità, il risultato di un esperimento compiuto dalle Iene è sorprendente: un deputato su tre, fra i 50 sottoposti a un esame a sorpresa, fa uso di droga. E tra gli onorevoli più d’uno sniffa cocaina. Emerge dal test effettuato dalla iena Matteo Viviani che andrà in onda stasera su Italia 1 (in studio Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri e Cristina Chiabotto). Gli onorevoli sono stati controllati a loro insaputa con il drug wipe, un tampone frontale che, secondo il capo degli autori del programma, Davide Parenti, «ha una percentuale di infallibilità vicina al 100%». Più cauto il tossicologo Piergiorgio Zuccaro: «II test è serio e scientificamente valido, ma da solo non è sufficiente a confermare la positività all’uso di droga. Per la sicurezza serve un altro esame». Anche se contestabili, i dati raccolti con il tampone – e con la scusa di sistemare il trucco – destano sensazione. Il 32% degli intervistati è risultato positivo al test Di questi, il 24% (12 persone) ha consumato cannabis, mentre l’8% (4 deputati) ha assunto cocaina.
Stasera il programma mostrerà il test, celando l’identità degli onorevoli controllati. Ma discussioni e polemiche sul rapporto tra politici e droga sono già iniziate. Daniele Capezzone, segretario dei Radicali Italiani e antiproibizionista convinto, è sarcastico: «I miei complimenti alle Iene. Ho sempre detto che, se qualche cane poliziotto entrasse nei luoghi della politica, gli andrebbe in tilt il naso e si arrenderebbe!. Un altro antiproibizionista, l’ex radicale Benedetto Della Vedova (ora deputato FI), non si stupisce: «La diffusione del consumo è estesa, lo dicono le statistiche». Ma è critico sul metodo: «Dalle intercettazioni telefoniche siamo passati a quelle fisiologiche: queste sono analisi abusive». Carlo Giovanardi, autore dell’attuale legge sulla droga: «La droga è diffusa anche in Senato, per esempio tra i senatori a vita. Se le iene vogliono dire che anche in Parlamento si consumano stupefacenti, scoprono l’acqua calda». Mentre la leader di Alternativa sociale, Alessandra Mussolini, pretende i nomi dei deputati positivi: «Vogliamo sapere chi tra i rappresentanti del popolo usa droga, come e da chi la compra ma soprattutto se la vende.
Ci manca solo il deputato pusher. D’altronde sono tanti gli italiani che hanno familiarità con gli stupefacenti. Stando ai dati presentati ieri a Milano dalla comunità Saman, 2,2 milioni di persone hanno provato almeno una volta il crack o la cocaina, di moda anche tra i più giovani. Negli ultimi sei mesi, a Roma l’ha sniffata il 3% degli studenti delle superiori, a Milano si contano 25.000 “consumatori problematici”. Nelle fogne di Torino e di altri 25 Comuni piemontesi ogni giorno viene scaricato un chilo e 388 grammi di cocaina, residuo del consumo di 13 mila dosi. Numeri che non stupiscono Massimo Barra, presidente della Croce Rossa italiana: «Non ricordo politici cui abbiamo fornito assistenza. Molti però ci hanno portato i figli». Droga in Parlamento? «E’ inevitabile. Deputati e senatori rappresentano solo uno dei tanti spaccati della società. Da 10 anni dico e scrivo che la cocaina è scesa in strada, ossia che viene consumata in tutti gli strati sociali». Piero Fassino se la cava con una battuta: «Così si fa più in fretta a cambiare la legge Fini sulle tossicodipendenze…».
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