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Interventi · 24 Ottobre 1993

La CRI vuole essere libera dalle pressioni politiche

Da: Il Tempo — 24 Ottobre 1993 · IT

Da: “Il Tempo” del 24 ottobre 1993

“BASTA con i finanziamenti pubblici e le nomine governative per la Croce rossa italiana. Dobbiamo essere liberi dalle pressioni politiche”. Un’indipendenza chiesta a gran voce da Massimo Barra, ispettore generale dei volontari Cri.

Del problema si discuterà nell’ottavo congresso nazionale della Croce rossa che inizierà domani a Roma all’hotel Ergife e si concluderà domenica. “E’ uno scandalo – internazionale – sostiene Barra – che in Italia la Cri sia lottizzata dal ministro della Sanità in carica.

I nostri presidenti sono di nomina politica, una cosa che non avviene in alcun altro Paese. Attualmente sono tutti uomini dell’ex ministro Francesco De Lorenzo”. La Croce rossa italiana può contare su 4 mila volontari organizzati in 687 gruppi locali che, ogni anno, svolgono 750 mila servizi di soccorso per un totale di sei milioni di ore di servizio e 25 milioni di chilometri percorsi con le ambulanze.

Oltre al soccorso e al trasporto degli infermi con autoambulanze (un compito che i volontari svolgono 24 ore su 24), la Cri è impegnata anche nella protezione civile e nell’educazione sanitaria. I problemi di questa struttura, però, sono molti. Primo fra tutti la mancata attuazione dello statuto che, redatto da un’apposta commissione, attende dal 1982 di essere applicato. “Ma anche l’attuale ministro della Sanità, Garavaglia – afferma Barra – continua a tenerlo nel cassetto”.

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