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Interviste · 20 Febbraio 2006

Iraq, premio a 8 militi della Cri

Da: La Stampa — 20 Febbraio 2006 · IT

Da: “La Stampa” di lunedì 20 febbraio 2006

Riconoscimento per le pericolose missioni, non ha potuto partecipare il presidente nazionale Barra

Bloccato in aria, a bordo di un’aereo impossibilitato ad atterrare in tempo per via dell’ondata di pioggia e neve che ha messo in difficoltà anche il traffico dell’aeroporto di Nizza, il presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Massimo Barra ieri non ha potuto essere presente alla premiazione degli otto militi della Cri imperiese, Corpo Militare e Crocerossine, che si sono particolarmente distinti nel servizio all’estero, in particolare in Iraq.

La cerimonia è comunque avvenuta ugualmente, pur nel dispiacere di non poter approfittare della prestigiosa presenza di Barra. Nemmeno il presidente provinciale Vincenzo Palmero ha potuto essere nella sede del Comitato della Cri di via Trento a Imperia dove si è svolta la manifestazione: era andato a Nizza a prendere Barra e, dopo avere appreso del mancato atterraggio dell’aereo, non ha comunque più fatto in tempo a tornate nel capoluogo. A dare il riconoscimento agli otto militi della più grande e importante organizzazione umanitaria del mondo, è stato comunque il presidente regionale Massimo Nisi insieme con il presidente del Comitato locale Alfonso Pilliteri. Il presidente Nisi, dopo aver annunciato che per ragioni indipendenti dalla loro volontà, non ci sarebbero stati accanto a lui né il responsabile nazionale né quello provinciale, ha chiamato sul palco gli otto volontari per consegnare loro il riconoscimento ufficiale.

I premiati sono Paolo Fossati, Luciano Lella, Stefano Zerbone, Alfonso Cattaneo e Luca Ricotta, tutti appartenenti al Corpo Militare. Le Crocerossine insignite del premio sono invece Paola Amato, Bruna Cartacei e Vincenza Lumbardu. Gli otto militi appartenenti a vario titolo alla Croce Rossa italiana, hanno preso parte nei mesi scorsi alle missioni ufficia li in Iraq, il paese arabo disastrato dalla guerra, insieme ai nostri soldati ma anche in maniera autonoma. Alcuni sono stati a Nassirya in Iraq più di una volta per prestare aiuto alla popolazione locale particolarmente bisognosa.

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