AL MEDICAL CITY SARA’ APERTO NUOVO REPARTO PER USTIONATI
Circa 1.500 operatori della Croce Rossa Italiana si sono alternati in oltre tre anni a Nassirya, al campo militare italiano che a fine settimana sarà definitivamente smontato. Si tratta di circa 1.200 militari e circa 250 crocerossine che hanno fatto già rientro in Italia. Ma la Cri non lascia l’Iraq. L’impegno dell’organizzazione di volontariato continua a Baghdad, all’ospedale Medical City, dove – secondo accordi con il ministero affari esteri – costruirà un nuovo reparto, destinato agli ustionati. Ad annunciarlo è il presidente della Cri, Massimo Barra, che precisa: “Presto affideremo la gestione dell’ ospedale agli iracheni ma costruiremo, a fianco della struttura, un centro di eccellenza per curare gli ustionati”. A tal fine, il prossimo mese funzionari della Cri si recheranno sul luogo per una verifica operativa. Attualmente, il Medical City continua ad essere gestito, ma a distanza (da Roma e da Amman), dalla Cri mentre il personale è già tutto locale.
L’operazione di costruzione del nuovo reparto è comunque in ritardo sui tempi previsti: “Stiamo scontando – ha osservato Barra – un ritardo per la stipula degli accordi con il ministero”. Sull’esperienza di Nassiriya, Barra ha tenuto a precisare che tutti coloro che hanno partecipato alla missione sono “espressione della società civile. Sono rientrati e sono tornati al loro lavoro, nelle loro case. Hanno riportato questa esperienza nei loro ambienti. Per la Croce Rossa, in particolare per il corpo militare, è stato come prima e dopo il muro di Berlino, prima e dopo lo tsunami. E’ un’esperienza senza precedenti. Tutti i nostri operatori hanno dato un grande contributo, sono stati in prima linea di fronte a tutte le emergenze, ai fatti più drammatici. E’ stata una esperienza davvero intensa ed importante”.