Quattro auto di volontari per tossici in overdose
ROMA. “Vogliamo intervenire alla base dell’iceberg e raggiungere quei tossicomani che non vanno in comunità nŽ si avvicinano alle strutture pubbliche”. Droga. che, fare? Massimo Barra, direttore della Fondazione Villa Maraini (un insieme di strutture romane di recupero e cura dei tossicodipendenti a cui collabora anche la Croce Rossa) una risposta, seppure parziale, ce l’ha. Prende corpo da oggi, in una doppia iniziativa, già avviata sperimentalmente dall’ agosto ’94.
Si tratta dell’”unitˆ di emergenza” per tossicomani in overdose e di un “centro di accoglienza notturno”. “L’idea che ci ispira – spiega – è semplice. Finora l’intervento tipo nei casi di overdose à il Pronto soccorso. Un luogo in cui il drogato à spesso appena tollerato, buttato da una parte, un fastidio par tutti. Non mancano esempi di ragazzi che assistiti frettolosamente poi muoiono negli ingressi degli ospedali”.
D’altra parte solo in gennaio a Roma sono stati 14 i morti per overdose. “Una vera e propria emergenza – spiega ancora Barra – dovuta con ogni probabilità alla diffusione di una partita di eroina particolarmente pura”. Una situazione che si ripete con cadenza ciclica e due farà altri morti. E allora come evitarli o, perlomeno come ridurli di numero? Andando sulla strada, raggiungendo i ragazzi collassati subito dopo il “buco”, è la risposta dell’”unità di emergenza” della Fondazione Villa Maraini – Croce Rossa: quattro auto con a bordo un medico, un operatore della Cri e un ex-tossicodipendente, tutti e tre rigorosamente volontari.
Da oggi saranno a disposizione di chiunque ne abbia bisogno ventiquattro ore su ventiquattro (numero di telefono 558.77.77) e, in più, faranno la ronda nei luoghi in cui i tossici sono soliti riunirsi (stazioni, ponti sul Tevere, cavalcavia ecc…). Un’iniziativa che non ha uguali in Italia. Quanto all’inserimento di un ex-tossicodipendente nell’èquipe di soccorso, “si spiega nell’ottica di un intervento preventivo “alla larga”, dice ancora il direttore della Fondazione. Una figura “familiare” e pi facilmente accettabile da parte del tossicomane in overdose “rispetto al quale il momento dell’aiuto può essere un’occasione unica di aggancio che non va lasciata cadere”.
La conferma indiretta di ciò viene dall’esperienza precedente all’unità di soccorso mobile, un camperambulanza fisso davanti alla Stazione Termini (e ancora operante): più 5 mila i tossicomani assistiti dal marzo ’92 ad oggi, di cui il 46% non aveva mai avuto rapporti con strutture antidroga. Novantasette i soccorsi per overdose risolti positivamente. Sempre da oggi parte anche il centro di accoglienza notturno della Fondazione: 8 posti letto, con possibilità di permanenza di una settimana, aiuto, supporto psicosociale e orientamento verso strutture di recupero, per i ragazzi drogati che ne facciano richiesta.