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Interventi · 9 Ottobre 2002

In periferia Roma ‘nonni’ in aiuto dei tossicodipendenti

Da: ANSA — 9 Ottobre 2002 · IT

A BORDO DI UNA LAND ROVER DISTRIBUISCONO SIRINGHE E CONSIGLI

Dopo essere andato in pensione Enrico si era stufato di rimanere con le mani in mano. A 70 anni non ha scelto di frequentare un circolo ricreativo o di giocare a carte. E’ salito sulla Land Rover di Villa Maraini per distribuire siringhe e consigli ai tossicodipendenti di Tor Bella Monaca. Con lui hanno fatto la stessa scelta altre tre nonni, donne e uomini tra i 50 ed i 70 anni, che da ferragosto presidiano per tre ore al giorno la zona e negli ultimi giorni hanno salvato due giovani dall’overdose.

Enrico Green, 70 anni, è il più anziano dei quattro operatori che sono stati scelti per la loro esperienza nel disagio sociale, per il loro volto rassicurante ma anche per essere tutti nonni e quindi capaci di dialogare con persone che, vittime della tossicodipendenza, sono tornati un po’ bambini. “Siamo nonni di fatto – ha spiegato Enrico – ma diventiamo un po’ anche nonni adottivi per questi ragazzi che hanno bisogno di aiuto. Abbiamo conquistato la loro fiducia perché seguiamo le loro problematiche, cerchiamo di ascoltarli e in alcuni casi li abbiamo salvati dall’overdose”.

Enrico, come Cinzia e Anna, non si sente un eroe ma è cosciente di “essere in prima linea e non seduti dietro una scrivania”. Una prima linea che nel febbraio scorso era sembrata sbarrata in seguito alle proteste dei residenti. “Il camper di Villa Maraini – ha raccontato il nonno – aveva cominciato ad essere scomodo perché, secondo gli abitanti, era diventato punto di aggregazione di tossicodipendenti. Dava fastidio nonostante avesse salvato dalla morte per overdose 184 tossicomani e così dopo un’interruzione siamo tornati in forma meno visibile: usiamo un Land Rover invece del camper, ci posizioniamo per tre ore al giorno in una via ai confini di Tor Bella Monaca invece che in una zona di grande passaggio come prima”.

Questa metamorfosi ha significato per gli operatori un ritorno indietro, ai tempi in cui i volontari erano guardati con diffidenza e come degli sconosciuti. “Stiamo ricostruendo la rete – sospira Enrico – perché dalle 300-350 persone che assistevamo prima siamo passati a 40, che sono quei tossicodipendenti che abbiamo visto crescere. Ci siamo rimboccati le maniche e, accettando i compromessi, siamo tornati in strada”.

“Occhio non vede, cuore non duole sembra essere – ha detto il presidente di Villa Maraini Massimo Barra, riferendosi alle proteste dei residenti – il proverbio caro a quanti si turbano nel vedere la realtà della diffusione della droga a Tor Bella Monaca. In ogni caso, pur di non interrompere il filo di speranza, abbiamo accettato il diktat mandando anche figure rassicuranti, come i nonni, per tutta la popolazione”.

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