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Interviste · Novembre 2006

Il Presidente Barra visita il nostro contingente a Nassiriya

Da: Dossier Sicurezza — Novembre 2006 · IT

Da: “Dossier Sicurezza” Periodico di informazione su Ambiente Protezione civile, Società e Salute del Cittadino. Anno 3 – n. 11/2006

Massimo Barra, il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana è stato intervistato da Dossier Sicurezza a margine di un suo recente viaggio in Iraq (il primo dalla sua elezione alla Presidenza Nazionale). Con la visita nel teatro operativo Irakeno dove ha incontrato il personale del Corpo Militare e quello delle Infermiere Volontarie della CRI, impegnati a Nassiriya nell’ambito dell’operazione “Antica Babilonia“, il Presidente ha illustrato l’impegno della Croce Rossa.

“La Croce Rossa deve sempre mantenersi in una posizione di indipendenza e neutralità verso qualsiasi forma di organizzazione politica o religiosa e, soprattutto, deve sempre porsi come intermediario neutro per assumere la posizione di forza unificatrice nella lotta al dolore fra i diversi sistemi dei governi e della società”. Con queste parole Massimo Barra, il Presidente Nazionale della Croce Rossa Italiana, intervistato da Dossier Sicurezza a margine di un suo recente viaggio in Iraq, il primo dalla sua elezione alla Presidenza Nazionale, ha illustrato l’impegno del Corpo Militare.

“La Croce Rossa non deve dare neanche l’idea di poter essere sottoposta ad alcun genere di condizionamento – ha aggiunto Barra – e il nostro compito è quello di vigilare affinché queste eventualità non si verifichino mai: dobbiamo trattare solo ed esclusivamente i problemi conseguenti alla vulnerabilità dell’uomo”. Nel corso della visita a Nassiriya, Barra ha potuto constatare e confermare personalmente “il lavoro straordinario fatto dalla Croce Rossa Italiana”.

“Dal 2003, si sono alternati in questa terra più di mille uomini e donne – ha spiegato – che si sono perfetta mente integrati con il personale della sanità militare. Lavoriamo fianco a fianco tenendo sempre presente che per noi l’essere militare non è un fine, ma il mezzo per allargare l’azione a tutte le persone vulnerabili, anche durante una guerra”. Il Presidente a questo proposito ha tenuto a ribadire il vero significato dell’essere ausiliari delle Forze Armate: “Un ruolo che non fa venire meno l’Indipendenza e che non distoglie il personale da quel Principio di Umanità che è alla base di tutti i nostri interventi.” “Sette sono infatti i principi fondamentali delineati nello Statuto della organizzazione internazionale della Croce Rossa – ha ricordato il Presidente – e sono UMANITÀ, IMPARZIALITÀ, NEUTRALITÀ, INDIPENDENZA, VOLONTARIATO, UNITA’, UNIVERSALITÀ: una carta dei doveri che è stata votata alla unanimità a Vienna nel 1965 dai Paesi che parteciparono al consesso internazionale.

Nel corso dell’intervista il Presidente ha fatto anche un cenno al nuovo simbolo della Croce Rossa Internazionale, quello del diamante rosso, “che è un terzo emblema, addizionale e non sostitutivo – ha precisato – di quelli da sempre in vigore e cioè quello della ‘croce’ rossa e l’altro della “mezzaluna” rossa. Purtroppo l’ingresso del terzo emblema a forma di ‘diamante’ (che è stato creato per tutelare la cultura di Israele che non ha mai voluto accettare la ‘mezzaluna’) è stato strumentalizzato da una certa parte politica che non è davvero quella dei Paesi islamici, una parte che forse non aveva interesse ad alcuna ipotesi di pacificazione e si deve sottolineare – ha aggiunto – che l’Islam stesso non ha nulla contro il terzo simbolo collocato in posizione addizionale agli altri due storici”.

Nella visita a Nassiriya il Presidente Barra è stato ricevuto dal Generale Natalino Madeddu, Comandante della “ITALIAN JOINT TASK FORCE IRAQ”, che ha illustrato le attività svolte dal contingente italiano nel quale è inserito il personale CRI come Ausiliario delle Forze Armate. Il Generale ha focalizzato l’attenzione sugli interventi umanitari che sono stati fin qui realizzati. Barra era accompagnato dal Col. com. CRI Alessandro Maria Polverisi, Vice Ispettore Nazionale del Corpo Militare della CRI, coordinatore dell’intervento a Nassiriya e dal Capitano com. CRI Massimo Cipullo ufficiale di collegamento della CRI presso il C.O.I. (Comando Operativo di vertice Interforze) Difesa. “L’impegno della CRI nel paese mediorientale – ha sottolineato il Presidente – non terminerà con il ritiro della missione militare italiana, ma proseguirà almeno fino a quando ci sarà bisogno di noi, affiancando a Nuova Babilonia la sua missione di natura esclusivamente civile. A questo fine necessità primaria della CRI sarà di mettere in campo un accordo di stretta collaborazione con la Mezzaluna Rossa, che in Iraq è ‘sovrana’.

Il Presidente Barra è rientrato in Italia con un volo dell’Aeronautica Militare che ha ospitato a bordo un piccolo paziente iracheno, accompagnato dalla mamma, che è stato trasferito nel nostro Paese per ricevere cure specialistiche. “Riguardo a questo fanciullo portato in Italia – ha detto Barra – precisiamo che non si è trattato davvero di un fatto occasionale, ma è stato un impegno assolutamente ordinario: sono stati infatti almeno un centinaio fino a oggi i piccoli ammalati gravi bisognosi di interventi specializzati che lì sul posto non potevamo dare e che assistiamo invece in Italia per le cure necessarie.

La nostra organizzazione sfrutta ogni occasione dei nostri aerei che fanno la spola con l’Iraq che, quando possono, ci portano questi bimbi”. “Le nostre forze sanitarie che sono ausiliare a quelle armate – prosegue il Presidente – sono ovviamente aperte anche e soprattutto a tutti i ceti della popolazione: ultimamente un bimbo affetto da una grave forma di leucemia è stato mandato in un ospedale specializzato a Catania; il piccolo Hassan che abbiamo ospitato noi stessi con sua mamma sull’aereo dell’Aeronautica Militare, è affetto da una grave forma tumorale ed è ora ricoverato per cure specialistiche al Policlinico Gemelli a Roma”.

A Nassiriya sono impegnati attualmente 60 uomini del corpo militare e una decina di crocerossine: il Presidente ha ringraziato il personale tutto per la meritoria attività fin qui svolta nella gestione dell’ospedale da campo italiano e si è vivamente complimentato per la perfetta integrazione nell’ambito del dispositivo sanitario. Il contingente della CRI resterà sostanzialmente invariato fino al termine della missione “perché – ha detto Barra – le esigenze della sanità restano e non si può scendere sotto certi numeri se vogliamo garantire un’assistenza adeguata. Un’ assistenza solidale e mai invasiva per il quale il modello da seguire sarà quello dell’ospedale di Baghdad, dove il personale della CRI ha saputo farsi da parte quando i medici iracheni sono stati in grado di gestire la struttura da soli, pur con il contributo finanziario della Croce Rossa stessa”.

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