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Interventi · 1 Maggio 1982

Il Comune chiede i conti dei soldi che non ha dato

Da: Il Tempo — 1 Maggio 1982 · IT

Da: “Il Tempo” di Sabato 1 maggio 1982

La Comunità “Villa Maraini” aspetta 30 milioni da due anni.

L’assessore vuole sapere come sono stati spesi

Tra scelte discutibili e inadempienze, sommerso da una burocrazia allucinante e da un frasario da sociologo disoccupato, l’impegno del Comune di Roma sul fronte della lotta alle tossicodipendenze rischia di naufragare nel mare del ridicolo. E’ vero che il massimo ente cittadino ha anche pubblicato di recente un ottimo libro sul problema della droga ma le carenze sul piano pratico – campagne di prevenzione, contributi alle comunità terapeutiche, qualificazione della struttura pubblica – non si contano più.

L’ultimo esempio, assurdo, di scollamento tra “teorici” e “amministrativi” del Comune è una lettera arrivata alla Comunità terapeutica “Villa Maraini” di via Ramazzini, l’unica a carattere pubblico gestita dalla Croce Rossa. La lettera inviata dall’assessore Franca Prisco dice in sostanza: fateci sapere al più presto come avete speso il finanziamento che vi abbiamo concesso per il 1980. Il fatto che siamo nel 1982, è marginale.

La cosa più significativa è che quei soldi a “Villa Maraini” non sono mai arrivati, frenati dall’indecorosa lungaggine delle procedure amministrative comunali. Vediamo brevemente la storia. Nel maggio del 1980 – è il momento in cui l’impegno sulle tossicodipendenze è al centro dell’attenzione – la Regione rende pubblico un elenco di enti e strutture che fruiranno di contributi straordinari attraverso il Comune: a “Villa Maraini” andranno 60 milioni, quattrocento al “Ceis” di Don Picchi e un’altra cospicua manciata di milioni a gruppi noti e soprattutto meno noti.

Appena cinque mesi dopo la Regione scrive alla Usl Roma 16 per dire più o meno: guardate che i sessanta milioni dovete dividerli, quindi trenta a voi e trenta a “Villa Maraini”. Nel gennaio del 1981 la Regione scrive al Comune: è in corso di emissione il mandato di pagamento.

Nell’aprile successivo il Comune scrive al medico responsabile della Comunità terapeutica, il dott. Barra, pregandolo di provvedere a quanto di competenza (un prospetto degli interventi e delle spese previste) e trasmettendo una lettera in proposito spedita dall’assessorato Igiene e Sanità – Segretariato Generale in data dicembre 1980; ci sono voluti quattro mesi per smistarla. Comunque, dopo due settimane, da “Villa Maraini” parte la risposta.

Passano altri sette mesi e dalla Comunità viene inviata un’altra lettera all’assessore Prisco: vi si lamenta il mancato invio della somma. Poi l’inefficienza – a essere generosi, perchŽ si potrebbero muovere altre ipotesi – tracolla fino al ridicolo. L’assessore si rifà vivo e chiede una celere risposta: come avete speso i nostri soldi? A “Villa Maraini” non lo sanno. Ancora li aspettano da due anni.

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