Eravamo, qui a Roma, su di un mezzo pubblico quando la nostra attenzione veniva sollecitata da una ragazza in divisa, o meglio impaludata in una specie di tuta di colore blu scuro, con un cappellino a visiera e con in pesante paio di stivali ai piedi. Intorno alla ragazza i soliti “pappagalli” o “bulletti” nostrani con i soliti lazzi e sberleffi.
“Ma chi è: una benzinara?”. “una pompiera?”, “una poliziotta?”… queste le frasi che, più o meno, rimbalzavano sulla ragazza in pò impacciata nel sentirsi al centro di tanta ironia… Nessuno, tranne chi scrive, si soffermava sul piccolo scudo rosso crociato che la ragazza porava sulla tuta con la dicitura “Croce Rossa Italiana – Pioniere”.
Più tardi, transitando dal centro, rivedemmo la ragazza, questa volta in compagnia di un paio di altri giovani nella stessa divisa, che si aggirava intorno ad un’autoemoteca della Croce Rossa Italiana, mentre, poco lontano, un gruppo di agenti di polizia, anche se in servizio, mostravano evidenti segni di ironia nei confronti dei giovani in tuta e stivali. Ci avvicinammo e subito un paio di ragazze ci chiesero, con molta grazia, se volevamo offrire il nostro sangue. E, alle nostre domande precisarono che erano “Pionieri” della Croce Rossa e che il loro “servizio” all’autoemoteca consisteva nell’avvicinare i passanti ed indurli, con idonea propaganda, a donare il sangue per le necessità degli ospedali e salvare così tante vite.
E la loro pressante, ma gentile insistenza, la loro serietà nell’assolvere al delicato compito cui erano preposte ci commossero e ci fecero riflettere su quanto equivoca e tendenziosa sia la posizione di certa stampa che si sofferma tanto vistosamente sulla “cronaca nera”, trascurando invece i moltissimi fatti in cui i giovani si distinguono per umanità, per spirito di sacrificio, per solidarietà sociale. Quanti giornali, quanti rotocalchi si sono, ad esempio, interessati di questi giovani “Pionieri”? Questi giovani non sono divi, non sono cantanti e quindi non vale la pena di sprecare spazio! Non fanno notizia.
Ed ecco perché quando ci siamo rivolti, al Presidente dei Pionieri di Roma, Massimo Barra, uno studente al terzo anno di medicina, lo abbiamo visto sorpreso e meravigliato nell’apprendere che volevamo fare un “servizio” sui suoi ragazzi, spiegare chi sono e cosa fanno, illustrare al mondo assistenziale, al quale soprattutto si rivolge la nostra Rivista, il lavoro dei Pionieri e l’ammirazione che essi meritano, ammirazione che, ahiè, non viene ripagata neppure con l’offrire loro, allorquando si recano in servizio, una tessera di libera circolazione sui mezzi pubblici di trasporto.
Nel riceverci nella “tana” dei Pionieri, alla quale siamo giunti dopo avere attraversato scale e corridoi della sede della C.R.I. in Via Toscana, abbiamo visto il compiacimento di Massimo e di due graziose dirigenti, Pioniere anch’esse, non tanto perché ci interessavamo di loro, bensì perché avevano la possibilità di illustrare l’attività dei Pionieri, di far conoscere all’opinione pubblica il sacrificio di questi nostri giovani, che pur essendo impegnati negli studi, non esitano ad assolvere, con tanta responsabilità, quella che è una vera “missione” di fraternità e di solidarietà al di là di ogni interesse personale, senza il minimo riconoscimento “ufficiale” per tale missione.
Chi sono dunque questi “Pionieri della Fraternità”? Occorre anzitutto precisare che i Pionieri non costituiscono un sodalizio a se stante, ma sono iscritti regolarmente alla Croce Rossa Italiana Giovanile (C.R.I.G.) la quale fa parte integrante dell’Associazione – ed ha funzione parascolastica d’organizzazione dei fanciulli e degli adolescenti al fine di promuovere l’educazione igienico-sanitaria e di cooperare nella pratica effettuazione delle provvidenze sanitarie scolastiche e di concorrere al loro funzionamento.
In concreto, dunque, la Croce Rossa Giovanile è deputata a preparare i giovani al lavoro sociale ed umanitario ed è fondata, analogamente alle Croci Rosse Giovanili degli altri Paesi, sui seguenti principi essenziali: – protezione della salute e della vita;. – aiuto reciproco; – amicizia e comprensione internazionale. Per l’attuazione di questi principi un programma pluriennale viene elaborato dalla Lega delle Società di Croce Rossa a Ginevra. Ogni Società nazionale attua tale programma con i suggerimenti e le modifiche dettate dalle condizioni ambientali.
L’aiuto reciproco, elemento dinamico di tutti i programmi della Croce Rossa, deve permettere ai giovani come si legge nella ben curata edizione 1969 della “agenda del giovane” – di ricercare le forme di aiuto adatte al loro ambiente di vita sul piano familiare, nella scuola e, infine, nella comunità alla quale appartengono. La Croce Rossa Giovanile in Italia tende a svolgere nella scuola opera di educazione igienicosanitaria e sociale tanto che con Legge 20 dicembre 1928 nr. 3133 è stata riconosciuta come “Istituzione parascolastica”.
E’ proprio per dare concretezza alle proprie finalità che la C.R.I.G., nel lontano 1947, in collaborazione col Ministero della P.I., diede vita ai “Pionieri della Fraternità”, i quali sono soci che, nell’età compresa tra il 15¡ ed il 30¡ anno, assumono particolari doveri verso se stessi, verso il prossimo e verso l’Associazione. Si diventa Pionieri frequentando appositi corsi gratuiti, che vengono organizzati dai Comitati Provinciali della C.R.I. in accordo con i Provveditori agli Studi, e partecipando per almeno tre mesi allÕattivitˆ di gruppo. Naturalmente i Pionieri hanno una loro strutturazione interna, che li vede articolati in gruppi ed in squadre, composte queste ultime da circa 40 elementi.
Per dare una idea dell’attività dei Pionieri, dei quali a tutt’oggi risultano costituiti in Italia 25 gruppi provinciali, ci rifacciamo a quella esplicata dai Pionieri di Roma, dei quali si registra una media di 10 mila presenze in servizio per anno. Le attività dei Pionieri sono diverse. Così i medici e gli istruttori del gruppo svolgono corsi di primo soccorso ed effettuano esercitazioni pratiche di salvamento. In un agglomerato di baracche, che costituisce la borgata della Torraccia, una delle più povere di Roma, i Pionieri svolgono corsi di doposcuola ai bambini e prendono opportune iniziative assistenziali a favore della popolazione della zona.
All’Istituto Maraini, presso il Centro di educazione motoria, i Pionieri vi si recano a turni per intrattenere e giocare con i piccoli degenti ed assistendoli nelle varie occorrenze. In occasione di scioperi del personale ospedaliero, i Pionieri si prodigano nell’alleviare i disagi agli ammalati e sobbarcandosi nei servizi più faticosi. Idonea azione di propaganda per la donazione del sangue viene svolta dai Pionieri in occasione delle uscite settimanali dell’Autoemoteca.
Tra le attività speciali, si annoverano la raccolta di fondi durante la settimana della Croce Rossa, la collaborazione alle diverse manifestazioni benefiche, la raccolta di carta, incontri con giovani iscritti alle Croci Rosse straniere. Cospicuo è stato l’apporto dato da questi giovani in occasione delle tragiche vicende sismiche in Sicilia. In questa circostanza i Pionieri hanno fatto tutto ciò che hanno potuto per alleviare i disagi della popolazione e dei feriti, prodigandosi con ammirevole spirito di abnegazione, correndo là dove vi era bisogno di aiuto, portando sempre alta la bandiera bianca con la croce rossa che, oggi, sporca ancora di fango e di sofferenze, Massimo Barra è orgoglioso di mostrarci nel suo “quartier generale”.
Questa, in rapida sintesi, l’attività dei nostri Pionieri della Fraternità, di questi ragazzi che tengono alti gli ideali della solidarietà, dell’amicizia internazionale, del disinteresse, della bontà, della pace. Sono giovani del tutto normali, pieni di vita e di vivacità, pronti a recare conforto ed aiuto, ma pronti anche ad organiz-zare i tradizionali “balli dei Pionieri”. Ragazzi sempre pronti ad accorrere dove c’é bisogno di loro, ragazzi per i quali è “normale” prodigarsi per il prossimo.
Hanno sul viso il segno caratteristico della bontà e portano avanti, con i fatti, le migliori tradizioni dell’associazionismo volontario, quello stesso cos“ intensamente vissuto negli altri Paesi e che da noi, purtroppo, finisce con l’essere soverchiato dall’individualismo ed anche da un certo egocentrismo. La dolce fanciulla che abbiamo incontrato sull’autobus, compunta ed orgogliosa nella sua divisa, non dunque una “benzinara”, una “pompiera” o che so io… e una Pioniera della Fraternità verso la quale tutti i cittadini devono rispetto ed ammirazione.
Non vi sono parole per questi nostri giovani e vorremmo davvero che tanti altri li seguissero. Come vorremmo che, nella tradizionale parata della Festa della Repubblica, le competenti Autorità si ricordassero dei Pionieri e li facessero sfilare tra le file dei reparti della Croce Rossa, alla quale danno lustro e decoro. Perché, indubbiamente, questi Pionieri valgono tanto quanto un soldato, un carabiniere, un agente di custodia, un vigile del fuoco!…