Da: “ANSA” – Roma, 9 marzo 1993
Numerose le reazioni all’omicidio del giovane avvenuto nella comunità di San Patrignano, quasi tutte di condanna nei confronti della violenza e delle punizioni usate come terapia di recupero. Per la Sinistra giovanile “questa vicenda ripropone la questione della non verifica dei risultati ottenuti e dei metodi adottati dalle comunità di recupero, comunità che in questi anni sono state esenti da ogni forma di controllo sulla qualità degli interventi che hanno adottato”.
Secondo il coordinatore nazionale della sinistra giovanile del Pds, Nicola Zingaretti “la teorizzazione della violenza fisica o psicologica nei confronti di un soggetto ”malato” come unica soluzione dei problemi non ha più senso. E’ necessario sperimentare altre strade che pur presentando dei rischi possono ridurre i danni sanitari e sociali per i tossicodipendenti”.
Condanna per l’uso della violenza nella cura dei drogati viene anche dal responsabile di una delle comunità di recupero più grandi di Roma,Villa Maraini. Per Massimo Barra le forme di violenza sono plurime: obbligare il drogato ad adattarsi alla terapia e non viceversa, disprezzare il metadone e tutte le terapie farmacologiche, pretendere disponibilità ed obbedienza.
Solidarietà a Muccioli è stata, infine, espressa dal deputato missino Maurizio Gasparri “contro i tentativi di sciacallaggio di chi non vede l’ora di smantellare i centri antidroga per distribuire eroina in farmacia”.