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Discorsi · 4 Ottobre 2004

Discorso al Comitato Femminile della Cri

Da: II Convegno Nazionale del Comitato Nazionale femminile Cri — 4 Ottobre 2004 · IT

Mi dispiace molto di non poter essere con voi durante l’importante convegno del Comitato Nazionale Femminile, in quanto lontano dall’Italia per l’annuale incontro dei paesi donatori della Federazione in Giappone, alle pendici del monte Fuji, da dove vi scrivo.

La Federazione è la casa comune di tutte le Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa nella quale ben si apprezza l’importanza dei Principi Fondamentali di universalità e di umanità: il fatto di essere parte di un paese passa in secondo piano rispetto al fatto di essere cellule di uno stesso Movimento impegnato in ogni angolo della terra ad aiutare le persone più vulnerabili, mettendo in moto quello che a Ginevra chiamiamo “The power of humanity”: il Potere dell’Umanità.

Di questo avrei dovuto parlare con voi: di come la nostra Croce Rossa, ed in particolare le Donne della CRI, dirette eredi di una tradizione che risale alle donne di Castiglione delle Siviere, alla radice stessa della fondazione della Croce Rossa, possano contribuire ad alleviare, almeno in parte, le tante sofferenze del mondo.

La Croce Rossa Italiana, per tanti versi carente ed atipica, è ai primi posti fra tutte le Società Nazionali per la forza e la capillarità del suo volontariato. Non è facile trovare un’altra Croce Rossa cosi radicata sull’intero territorio nazionale e con un numero di volontari cosi elevato: volontari e volontarie come quelle delle sezioni femminili, non virtuali, ma impegnati quotidianamente a tutte le ore in favore dell’Associazione.

Questa nostra forza deve sempre più aprirsi al mondo, anche come esempio da imitare. I settori in cui impegnarsi certo non mancano: basta accendere la TV per vedere come avesse ragione Malraux quando scrisse: “il n’ y a pas la souffrance qui manque”. Ma c’è un problema di cui si parla poco, in cui proprio voi potete giocare un ruolo chiave: quello delle discriminazioni di cui le donne sono vittime in tante parti del mondo, in cui ad esse è precluso ogni potere di autodeterminare il corso della propria esistenza.

Ogni umana tragedia, dalla insicurezza alimentare, alla mortalità infantile, dalle grandi epidemie al terrorismo, dalle migrazioni forzate alla prostituzione, viene in qualche modo aggravata dalle discriminazioni subite da tanta parte della popolazione femminile del mondo. Se è vero che la ricerca di fondi è un’attività basilare perché senza i soldi nessun programma può essere iniziato, c`e` un ruolo di testimonianza e di educazione al quale le donne di Croce Rossa sono chiamate ovunque nel mondo, e per quanto ci riguarda, cominciando proprio intorno a casa nostra in quel bacino del Mediterraneo in cui dovrebbero incontrarsi, e non scontrarsi, le tre grandi religioni monoteiste dell’ Umanità.

La recente Conferenza Mediterranea di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa del Cairo nell’aprile di quest’anno ha indicato un percorso da compiere assieme a tutte le consorelle di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa della regione, e vi invito con convinzione a partecipare attivamente a questo processo con progetti piccoli quanto concreti, ma anche con momenti di scambio di competenze e di emozioni.

Per quanto mi riguarda, consideratemi a disposizione per facilitare ogni possibile azione come Vice Presidente della Federazione, ma sopratutto come uomo che ai principi ed alle opere di Croce Rossa è stato educato proprio da una di voi, quella Bice Manuelli che per tanti anni è stata Vice Presidente del Comitato Nazionale Femminile, alla quale va oggi il mio deferente e filiale ricordo. Con questi sentimenti, cara Presidente, auguro a tutte voi un buon lavoro.

Affettuosamente, Massimo Barra

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