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Interventi · 23 Febbraio 2006

Croce Rossa via dal Pakistan: paura e critiche a Calderoli

Da: La Provincia di Como — 23 Febbraio 2006 · IT

Da: “La Provincia di Como” del 23 febbraio 2006

Disposto il rientro immediato del personale per motivi di sicurezza

ISLAMABAD Le tensioni innescate dalle vicende delle vignette hanno costretto la Croce Rossa internazionale al rimpatrio urgente, per motivi di sicurezza, del personale italiano dell’ organizzazione operante in Pakistan: cinque persone che stavano lavorando nell’ospedale da campo allestito nel dopo terremoto. Lo ha reso il presidente della Croce rossa internazionale, Massimo Barra, che si trova nella capitale del Camerun nell’ambito della delegazione governativa guidata dal ministro Prestigiacomo che oggi inaugurerà un centro per la prevenzione e la ricerca dell’Aids. Barra, in una presa di posizione di fronte alle possibili minacce, ha espresso perplessità anche per l’atteggiamento dell’ex ministro Calderoli che come nel caso degli operatori della crisi, ha ostacolato la missione e messo a rischio il personale impegnato sui fronti più delicati.

«Noi, ha detto – siamo disarmati e lavoriamo per i più deboli. Episodi come quello di qualche giorno fa hanno ricadute importanti e negative sulle missioni umanitarie». «Tutti, soprattutto chi ha responsabilità elevate, devono sapere che essendoci italiani che lavorano nel mondo atteggiamenti poco responsabili possono portare intolleranza e anche per la vita». «La Croce rossa internazionale promuove la tolleranza interculturale. È contro ogni discriminazione. Nel Movimento c’è un rapporto di fratellanza fra le società di Croce rossa e di Mezza Luna rossa. L’insensibilità culturale va contro i principi di inclusione». Ma la questione si allarga anche i rapporti della Croce rossa internazionale con gli organismi simili che operano nelle zone a maggioranza islamica. Barra ha anche riferito di avere ricevuto nei gironi scorsi, in merito alle vignette, una lettera di protesta del presidente della Mezza Luna rossa turca alla quale ha risposto con un messaggio di solidarietà.

Dal canto suo, anche da parte della Croce rossa internazionale, sono venute ampie riserve su ciò che provoca queste reazioni. Il presidente della Cri ha quindi sottolineato che «atteggiamenti offensivi di tipo imperialista sono irrispettosi delle sovranità locali». Barra ha annunciato inoltre che la Cri avvierà una collaborazione con la Mezza Luna rossa iraniana su un progetto di riduzione del danno destinato a tossicodipendenti di Teheran.

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