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Interventi · 2 Marzo 1995

Chi boicotta il centro tossicodipendenti di Villa Maraini

Da: Il Tempo — 2 Marzo 1995 · IT

La preziosa struttura di recupero ed aiuto, secondo i sanitari, corre un fondato pericolo di smobilitazione

Limitata l’attività dei medici, ritardi sospetti nella consegna dei farmaci a dispetto degli eccellenti risultati ottenuti

“SE CONTINUANO a metterci in difficoltà come stanno facendo in questi mesi, l’esperienza di Villa Maraini rischia grosso”. A lanciare l’allarme sono gli stessi operatori dell’attivissimo centro di aiuto e di recupero dei tossicodipendenti. Medici e altri collaboratori che vedono avvicinarsi per la loro “creatura” il pericolo di una progressiva smobilitazione. Tutta la questione ha origine dal rapporto della struttura di via Ramazzini con la Usl Rm D da cui dipende.

Secondo quanto sostengono gli operatori di Villa Maraini, infatti, negli ultimi mesi la direzione della Usl avrebbe adottato un atteggiamento teso a ostacolare l’operato della fondazione. Un comportamento che si sarebbe tradotto in pesanti fatti concreti, primo tra tutti lo spostamento di 5 operatori che la Usl intende trasferire da Villa Maraini ad altra sede. “La nostra struttura è davvero unica – spiega Massimo Barra, che insieme ad altri 6 medici nel 1976 ha creato Villa Maraini – e la sua unicità dipende in larga misura dal rapporto intrattenuto con la Usl.

Ora questo rapporto, che ci consente di lavorare al meglio, viene posto in discussione attraverso espedienti non sempre messi in atto alla luce del sole. L’attività dei medici viene limitata, e in alcuni casi ci sono stati dei ritardi sospetti nella consegna di farmaci per noi preziosissimi. Un esempio pratico: stiamo esaurendo le scorte di Naltrexone, un farmaco antagonista somministrato con successo per evitare l’uso di eroina. Se non arriveranno al più presto rifornimenti, almeno un centinaio di persone potrebbero riprendere a bucarsi.

E questo significherebbe tra l’altro vanificare il nostro lavoro di mesi”. E sui risultati collezionati dall’ impegno dei 70 operatori di Villa Maraini, pochi hanno qualcosa da obiettare. La fondazione ha creato una comunità diurna, un centro di accoglienza notturno e un telefono di aiuto psicologico e farmacologico per tossicodipendenti, il 65.74.11.88. E infine ha realizzato una iniziativa efficacissima come quella del camper di aiuto parcheggiato dalle 18 alle 24 di tutti i giorni nei pressi della stazione Termi-ni: in meno di tre anni il pronto intervento dei medici del camper ha salvato la vita di 115 ragazzi in grave pericolo per overdose o altri problemi da eroina.

“Quella della stazione è una iniziativa che dimostra che noi i tossicodipendenti, oltre ad aspettarli e ad accoglierli, li andiamo a cercare nelle zone di bi-sogno – prosegue Barra – e oggi su tutto questo si sta puntando il dito. Il fatto è che probabilmente la Regione, che ci sostiene attraverso l’Osservatorio epidemiologico, sopporta sempre meno volentieri i nostri metodi improntati alla libertà di azione”. Di tutt’altro avviso sono ovviamente i responsabili della Usl.

“Stiamo lavorando al problema da sei mesi – fanno sapere dalla Rm D – ma arrivati a questo punto ci sembra di poter dire che gli Operatori di Villa Maraini, oltre a comportarsi poco cor-rettamente, fatichino a comprendere la loro posizione di fronte alla legge. Alla base di tutto c’è solo un fatto, incontestabile: essi sono dipendenti Usl e, per legge, possono svolgere solo il compito che di volta in volta si decide di affidare loro in accordo con la posizione professionale acquisita.

A meno che non intendano, come rientra nelle loro facoltà, interrompere ciascun singolo rapporto di dipendenza con noi”. Insomma, le posizioni sembrano davvero poco conciliabili. E chi rischia di avere la peggio, al solito, sono i più deboli, nel caso specifico i ragazzi assistiti. Più di 500 tossicodipendenti cui, nel giro di qualche mese, potrebbe mancare l’assistenza di una delle strutture di aiuto più organizzate d’Italia.

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